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Minorenne in sala slot, ma i documenti erano contraffatti: annullata dal Tar la chiusura per 15 giorni

Secondo il tribunale amministrativo il gestore non è tenuto a guardare il documento originale. Date di nascita alterate sullo smartphone

Un fotomontaggio sul cellulare fatto bene può trarre in inganno anche il gestore più attento. Lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, che con una sentenza pubblicata oggi (2 marzo) ha annullato il provvedimento della questura di Lucca che disponeva la sospensione per 15 giorni della licenza di una sala scommesse e videoterminali della provincia.

La vicenda era nata in seguito a due controlli effettuati nel 2025. Nel primo, la polizia aveva sorpreso un minorenne intento a giocare, circondato da altri sei coetanei. Nel secondo, erano state riscontrate violazioni alla normativa antifumo, come la mancanza di cartelli e la porta della sala fumatori costantemente aperta. Da qui la decisione della questura di applicare il ‘pugno di ferro’ previsto dal Tulps, sospendendo l’attività.

Il titolare dell’impresa, assistito dall’avvocato Cino Benelli, non c’è stato e ha presentato ricorso, portando prove pesanti a sua discolpa. È emerso infatti che i ragazzi, per entrare e giocare, avevano mostrato al gestore le fotografie dei loro documenti d’identità salvate sugli smartphone. Peccato che quelle immagini fossero state abilmente ritoccate con app di fotoritocco per farli apparire maggiorenni. Una tesi confermata dalle indagini della procura presso il Tribunale dei Minori, che analizzando i cellulari dei giovani ha trovato i file alterati (con date di nascita modificate, ad esempio, dal 2008 al 2005).

I giudici della Quarta Sezione (presidente Riccardo Giani, estensore Luigi Viola) hanno dato ragione all’imprenditore. Secondo il Tar, la legge non impone l’obbligo assoluto di controllare solo il documento originale cartaceo o plastificato: se la riproduzione fotografica appare veritiera e non presenta falsificazioni grossolane, il gestore ha assolto al suo dovere di diligenza. “L’esame di una riproduzione fotografica — scrivono i giudici — può essere ritenuta sufficiente ad integrare gli obblighi di controllo”.

Anche sul fronte delle sigarette il Tar ha accolto le ragioni del ricorrente: il titolare aveva già provveduto a sanare le mancanze (cartelli e manutenzione della porta) prima che venisse emesso il decreto di sospensione. In questi casi, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, il potere sanzionatorio della sospensione decade se la violazione è stata eliminata.

La sala scommesse può dunque restare aperta, con buona pace dei ‘furbetti’ dello smartphone che, nel frattempo, dovranno rispondere della loro condotta davanti alla giustizia minorile.