Il Gip
|Omicidio a Firenze, convalidati gli arresti. Ai domiciliari il 52enne lucchese
Giacomo Mancini a casa per problemi di salute. In carcere il viareggino Antonio Corvino e Gabriele Atzeni
Si delinea in tutta la sua drammatica crudezza lo scenario dietro l’omicidio di Gabriele Citrano, il designer industriale di 33 anni, originario di Palermo ma residente a Pisa, trafitto a morte in un appartamento alla periferia nord di Firenze. Il gip Gianluca Mancuso ha convalidato l’arresto per i tre uomini finiti nella rete dei carabinieri poche ore dopo il delitto, disponendo la custodia cautelare in carcere per il fiorentino Gabriele Atzeni (34 anni) e per il viareggino Antonio Corvino. Destino diverso per il lucchese Giacomo Mancini, 52 anni, che ha ottenuto gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.
Le accuse che pesano sul gruppo sono pesantissime: omicidio volontario, rissa aggravata e lesioni. Secondo il giudice, la ferocia con cui è stata condotta l’aggressione manifesta una pericolosità sociale tale da giustificare la massima misura restrittiva, nel timore che i tre possano tornare a colpire. Una violenza esplosa per una cifra quasi irrisoria: un debito non riscosso di circa 2mila euro legato a una partita di sostanze stupefacenti.
La ricostruzione degli inquirenti parla di una vera e propria caccia all’uomo iniziata nei pressi della stazione di Rifredi. Lì sarebbe scoppiata una prima rissa, un prologo violento che è poi degenerato nell’abitazione di via Reginaldo Giuliani, dove Citrano è stato raggiunto e colpito a morte con un’arma da taglio. Un epilogo tragico per una serata nata sotto i peggiori auspici nel mondo dello spaccio interprovinciale.
Mentre i tre indagati restano a disposizione dell’autorità giudiziaria, l’indagine si sposta ora sul piano tecnico-scientifico. Domani il pubblico ministero Andrea Cusani conferirà ufficialmente l’incarico per l’autopsia sul corpo del trentatreenne. L’esame autoptico sarà fondamentale per chiarire quanti colpi siano stati inflitti e se, oltre alla lama fatale, la vittima abbia subito altri tipi di percosse compatibili con la rissa descritta dai testimoni.


