il provvedimento
|Si presenta per chiedere asilo ma viene accompagnato al Cpr di Brindisi
Nei confronti dell’uomo era già stato disposto un provvedimento di espulsione come misura di sicurezza per reati in materia di stupefaenti
La Polizia di Stato di Lucca ha accompagnato al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Brindisi un cittadino di origine marocchina di 39 anni, destinatario di un provvedimento di espulsione disposto dall’Autorità giudiziaria come misura di sicurezza.
Il provvedimento è stato emesso dal magistrato di sorveglianza competente a seguito di precedenti condanne per reati in materia di sostanze stupefacenti, per i quali l’uomo aveva già scontato un periodo di detenzione. Successivamente era stata applicata nei suoi confronti la misura della libertà vigilata. Secondo quanto ricostruito dagli uffici competenti, tale misura non è stata ritenuta sufficiente nell’ambito del percorso di reinserimento, portando all’adozione dell’espulsione come misura di sicurezza.
Nella mattinata di oggi (2 marzo) il 39enne si è presentato all’ufficio immigrazione della Questura di Lucca manifestando l’intenzione di presentare richiesta di protezione internazionale. Gli accertamenti hanno consentito di verificare la presenza del provvedimento di espulsione già disposto dall’Autorità giudiziaria.
Al termine delle verifiche, il questore ha emesso un ordine di trattenimento in qualità di richiedente protezione internazionale al Cpr individuato, in questo caso quello di Brindisi, dove l’uomo resterà in attesa della decisione sulla propria istanza. Il trattenimento dovrà essere convalidato dalla Corte d’Appello competente, come previsto dalla normativa vigente.
Con questo provvedimento salgono a 13 le espulsioni adottate dal questore di Lucca dall’inizio dell’anno. L’attività della Questura prosegue nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento, con l’obiettivo di coniugare tutela della sicurezza pubblica e salvaguardia dei diritti delle persone coinvolte.
Si ricorda che eventuali procedimenti penali pendenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’interessato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.


