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Manufatti abusivi a Santa Maria a Colle, Consiglio di Stato conferma l’ordine di demolizione

Smontate le tesi difensive che puntavano sul concetto di pertinenza: ma era una struttura di 150 mq con pavimenti e pergolati esterni

Niente da fare per i proprietari di un complesso di manufatti abusivi situati a Santa Maria a Colle, nel comune di Lucca. Il Consiglio di Stato, con una sentenza depositata lo scorso 13 febbraio, ha messo la parola fine a una battaglia legale durata anni, confermando l’ordine di demolizione già sancito dal Tar della Toscana nel 2023.

La vicenda riguarda una serie di costruzioni realizzate in totale difformità o assenza di titoli abilitativi: si parla di una maxi tettoia in muratura di 93 metri quadrati, altre tettoie in legno di 70 metri quadrati per il ricovero di mezzi edili, un garage in muratura e — dato ancora più rilevante — alcune unità abitative per un totale di circa 150 metri quadrati, complete di pavimentazione esterna e pergolati. Un vero e proprio ‘villaggio’ sorto senza i permessi necessari, la cui richiesta di sanatoria era stata respinta dal Comune già nel lontano 2005.

I ricorrenti avevano tentato la carta dell’appello basandosi su tre pilastri difensivi: la presunta natura ‘pertinenziale’ delle opere (ovvero manufatti minori a servizio dell’abitazione principale), il lungo tempo trascorso dalla costruzione e un presunto difetto di motivazione nell’ordine del Comune.

I giudici di Palazzo Spada, tuttavia, hanno smontato punto su punto le tesi difensive. In primo luogo, hanno ribadito che una costruzione di 150 metri quadrati non può essere considerata una ‘pertinenza’, termine che il diritto urbanistico riserva solo a opere di modesta entità e prive di autonomia funzionale. In secondo luogo, il Consiglio di Stato ha riaffermato un principio cardine: l’ordine di demolizione è un atto vincolato. Non serve che il Comune spieghi perché sia nell’interesse pubblico abbattere un abuso; il ripristino della legalità è un dovere che non cade in prescrizione, nemmeno dopo decenni.

Con questa decisione, l’amministrazione comunale di Lucca ha ora il via libera definitivo per procedere al ripristino dello stato dei luoghi a Santa Maria a Colle. Per i proprietari, oltre alla perdita dei manufatti, si prospetta l’onere delle spese di demolizione qualora non provvedano spontaneamente entro i termini di legge.