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Guerra in Iran, Federconsumatori Lucca: “Rischio aumento di quasi 500 euro a famiglia”

L’associazione chiede interventi rapidi e incisivi da parte del governo per evitare la ‘bolla’ come nel 2022: “Serve bonus più consistente”

Non solo carburanti: le tensioni in Medio Oriente si stanno facendo sentire anche sul fronte energetico, come purtroppo ci si aspettava. È allarme energia per le famiglie, su cui aleggia lo spettro della bolla dei prezzi del 2022-2023 che ha messo in ginocchio milioni di utenti.

A parlare è Federconsumatori Lucca: “Aumento elevatissimo dei prezzi del gas: con l’escalation del conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz, ad Amsterdam le quotazioni registrano un incremento di oltre il 39%, raggiungendo quota 58,39 euro al megawattora (con picchi oltre 63,00 euro). In assenza del richiesto, ma mai realizzato, disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, anche l’energia elettrica risentirà fortemente di questi rialzi. Le ricadute rischiano di essere drammatiche per le famiglie: secondo le stime dell’Onf – Osservatorio nazionale Federconsumatori possono raggiungere +349 euro annui per una famiglia che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina (se i prezzi si stabilizzano sul livello attuale). Più attenuati gli effetti sulla bolletta dell’elettricità, che rischia di pesare mediamente +114 euro annui in più. Una situazione che richiede interventi determinati e immediati del governo. Prima di tutto è necessario prevedere un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25mila, superando quanto disposto dal recente decreto bollette che già avevamo giudicato insufficiente in condizioni normali”.

“E se i soggetti vulnerabili rischiano di essere più colpiti anche per effetto dell’aggiornamento trimestrale delle tariffe – conclude Federconsumatori – occorre pensare a tutti i consumatori, predisponendo aiuti adeguati ed estesi anche ai redditi medi. Un nuovo rialzo delle bollette (e dei prezzi) sarebbe in questa fase insostenibile per molti, per la forte perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni dovuta all’inflazione accumulata negli ultimi anni. Occorrono da parte del governo interventi rapidi e incisivi affinché non siano, ancora una volta, i cittadini e le fasce popolari più deboli a pagare il conto di politiche aggressive e in totale spregio del diritto internazionale”