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Residenti e commercianti denunciano degrado e problemi di sicurezza in via Sarzanese: “Clienti e cittadini evitano la zona in alcune ore”

Disagi e problemi di sicurezza a Sant’Anna. I residenti e commercianti della zona denunciano una situazione che definiscono ormai “fuori controllo” in via Sarzanese, dove si trova la Stazione di Posta di Villa Pardini, struttura utilizzata nell’ambito del Piano Freddo per l’accoglienza delle persone senza dimora. Secondo chi vive e lavora nel quartiere, negli ultimi mesi il clima sarebbe cambiato radicalmente, tra episodi di degrado, schiamazzi notturni, risse e timori per la sicurezza.

La struttura rientra nel progetto Stazioni di Posta, iniziativa finanziata dal Pnrr e promossa a livello nazionale per offrire alloggi temporanei e servizi alle persone senza fissa dimora. A Lucca il servizio fa parte del Piano Freddo 2025-2026, attivo dal 4 dicembre al 29 marzo, realizzato dal Comune insieme alla Conferenza dei sindaci della Piana di Lucca, all’Asl e al Tavolo del Terzo settore, con il coordinamento della Misericordia di Lucca.

Il centro, attivo da due anni, apre la sera alle 19 e mette a disposizione 18 posti letto nei dormitori misti, con uscita obbligatoria la mattina alle 8. Tra i servizi previsti ci sono accoglienza, orientamento ai servizi, accompagnamento all’iscrizione anagrafica, docce, lavanderia e deposito bagagli su appuntamento.

villa pardini

Secondo i residenti, però, quest’anno la situazione sarebbe peggiorata rispetto alla stagione precedente.
“La situazione è critica – racconta Stefano Buralli, noto commerciante della zona, titolare del bar pasticceria Stella –. Gente che si picchia, che urla e che probabilmente spaccia. Non mi sento più al sicuro, tanto che oggi ho installato l’allarme in casa. L’anno scorso non mi ero accorto di particolari problemi, ma c’era molta meno gente ospitata nella struttura. Da fine novembre la situazione è cambiata”.

Buralli spiega che il centro sarebbe diventato un punto di riferimento anche per persone provenienti da altre città: “Si è sparsa la voce e arrivano anche da Pisa, Firenze e Grosseto. In teoria i posti letto sono 18, ma le presenze sono molte di più e molte persone restano nei dintorni tutto il giorno”.

Tra i problemi segnalati ci sono risse, urla e schiamazzi, oltre alla presenza di persone che dormirebbero anche all’esterno della struttura. “Il gazebo è diventato uno dei punti critici. Era stato installato come parcheggio per le biciclette, ma in realtà viene usato per dormirci. Ci sono almeno 30 o 35 persone totali ogni notte a dormire – aggiunge –. La notte la zona è poco presidiata e spesso arrivano la volante o l’ambulanza”.

Preoccupazioni condivise anche dai commercianti della zona, che parlano di un clima di crescente insicurezza.

“La polizia è stata chiamata diverse volte – racconta Arianna Gambini, titolare di Alhoa 224 e presidente del Centro Comerciale Naturale Sant’Anna –. Arriva dopo tanto tempo e dice che non può intervenire in quanto la struttura è privata. Una sera, stavo raggiungendo la macchina dopo aver chiuso il negozio e sono stata pedinata. Ho avuto paura, per fortuna vicino la chiesa ho trovato delle persone, ho chiesto aiuto e l’individuo se n’è andato, ma non possiamo vivere così. Abbiamo iniziato a segnalare la situazione già dai primi di dicembre, parlando anche con la responsabile della Misericordia. Ci è stato detto che non possono essere responsabili se gli ospiti escono e creano problemi fuori. Prima la struttura era utilizzata come centro ricreativo per ragazzi autistici, perché questo cambio di utilizzo?”.

Non solo problemi di sicurezza ma anche danni economici: “Noi commercianti ne abbiamo risentito economicamente – continua Gambini -: i clienti hanno paura a venire qui la sera, addirittura ci sono persone che chiedono di essere scortate alla macchina”.

La commerciante racconta di aver portato la questione anche all’attenzione delle istituzioni. “Il 19 febbraio ho parlato con l’assessore Bartolomei, che ha chiesto tempo per capire come intervenire e ha detto che sarebbe venuto direttamente a vedere la situazione”.

“Ho informato il sindaco il quale ha dichiarato di non sapere nulla – aggiunge Buralli – e ho fatto richiesta di confronto anche alla prefetta. Non è una guerra contro nessuno: chiediamo solo confronto e dialogo prima di prendere certe decisioni”

Tra le attività che lamentano difficoltà c’è anche la pasticceria Belluomini.

“La sera non ci sentiamo più sicuri di muoverci – spiega il titolare Filippo Franceschi –. Spesso mi trovo a dover scortare alcune delle mie dipendenti, perché hanno timore di uscire da sole dalla porta sul retro della pasticceria. Inoltre, dopo una certa ora molte persone non vengono più. Chi prima passava per un aperitivo o un caffè serale oggi evita la zona, perché c’è timore”.

Residenti e commercianti sottolineano che l’anno scorso la situazione non aveva creato particolari problemi e chiedono ora un confronto con le istituzioni per trovare soluzioni che possano garantire sicurezza e convivenza nel quartiere.