La sentenza
|Agente di polizia municipale accusato di peculato: assolto con formula piena dopo 8 anni
Alla lettura della sentenza è scoppiato in lacrime. L’avvocata Barbetti: “È la fine di un incubo. Ci saranno ulteriori sviluppi”
Dopo otto anni è la fine di un incubo per un agente di polizia municipale che era stato accusato di peculato. La sentenza di oggi (11 marzo) del tribunale di Lucca ha sancito la piena assoluzione “per non aver commesso il fatto”.
Appena ha sentito le parole del giudice è scoppiato in un pianto liberatorio, perché “finalmente giustizia è stata fatta”. L’uomo, con una carriera lavorativa impeccabile, nel maggio del 2018 era stato accusato del reato di peculato da due suoi colleghi, che sarebbero stati presenti ai fatti. Dopo 8 anni di processo il tribunale di Lucca, in composizione collegiale, lo ha assolto con formula piena, riconoscendo così che la sottrazione di denaro, 50 euro, da un portafogli ritrovato e consegnato da una donna al comando di polizia locale, ma che a commettere questa sottrazione non è stato l’agente accusato.
Il tribunale ha poi disposto la trasmissione degli atti alla procura affinché si indaghi sulle dichiarazioni rese dai due principali accusatori.
“In aula si è percepito chiaramente, anche dal collegio giudicante che era stata fatta giustizia ad un uomo che per otto anni ha rischiato il licenziamento, perché solo un’assoluzione piena poteva ridargli dignità – dice l’avvocata Cinzia Barbetti che ha difeso l’imputato – Qualsiasi altra assoluzione non piena rischiava di farlo licenziare, perché c’è una discrezionalità della pubblica amministrazione per cui se si viene assolti anche per la vecchia ‘insufficienza di prove si rischia il licenziamento”.
Per la vicenda nei confronti dell’agente accusato era stato disposto il procedimento disciplinare.
“ stato sospeso a causa di questa vicenda, fino a quando non ho chiesto se fosse mai stato fatto un confronto – prosegue l’avvocata -. Ho detto, chiamiamo la persona che ha riconsegnato quel portafogli e vediamo se lo riconosce. E non l’ha riconosciuto”.
Essendo una sentenza di assoluzione con formula piena non ci potrà essere appello e sarà immediatamente definitiva.
Ci saranno degli sviluppi da questa vicenda? “Verranno valutate anche le ipotesi di reato perché immagino ci siano degli accusatori – conclude Cinzia Barbetti -. La sentenza deve essere depositata, le motivazioni pure, ma la pm ha chiesto l’assoluzione ai sensi del secondo comma, che a me non poteva bastare. Devo dire che anche i giudici hanno lavorato molto bene ed erano molto preparati e hanno svelato dei dettagli che si sono rivelati molto importanti per arrivare alla verità”.


