Case popolari, illegittima la premialità per anzianità di residenza: lo dice la Corte Costituzionale
Incostituzionale la parte della legge regionale toscana che assegna punteggio a chi vive da più tempo sul territorio: cambiano le graduatorie
La Corte Costituzionale ha inferto un colpo significativo alle politiche abitative della Regione Toscana, dichiarando incostituzionale l’assegnazione delle case popolari basata sulla durata della residenza anziché sullo stato di necessità.
La decisione nasce da una battaglia legale intrapresa dalle associazioni Asgi e L’Altro Diritto davanti al tribunale di Firenze, che avevano impugnato un bando del Comune di Arezzo e la relativa legge regionale. Al centro della contestazione c’era il sistema di punteggi che premiava in modo sproporzionato chi risiedeva da più tempo sul territorio, relegando in secondo piano criteri fondamentali come la presenza di disabili, minori, anziani o il livello di povertà del nucleo familiare.
Secondo i giudici della Consulta, tali previsioni violano apertamente il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. La Corte ha sottolineato come il requisito della residenza prolungata sia del tutto slegato dal bisogno reale, evidenziando un paradosso sociale: sono proprio le persone in condizioni di maggiore indigenza a doversi spostare più frequentemente da un comune all’altro alla ricerca di lavoro o migliori opportunità. Premiare la stanzialità significa, di fatto, punire chi cerca di uscire dalla marginalità, trasformando la mobilità territoriale in un fattore di esclusione e ulteriore povertà.
Le associazioni ricorrenti hanno accolto con estrema soddisfazione la sentenza, evidenziando come i criteri di lungo-residenza discriminassero pesantemente i cittadini stranieri, caratterizzati mediamente da una maggiore mobilità, ma anche qualunque cittadino italiano costretto a trasferirsi.
La decisione della Corte Costituzionale impone ora alla Regione Toscana e a tutte le altre amministrazioni locali un immediato intervento legislativo e/o amministrativo: le politiche sociali dovranno essere ridisegnate mettendo al centro la persona e le sue fragilità, eliminando quei privilegi legati all’anzianità di residenza o di lavoro che finora hanno distorto le finalità solidaristiche dell’edilizia residenziale pubblica.
Occorrerà, in sostanza, mettere mano alle graduatorie eliminando i punteggi premiali concessi per il criterio di residenza.


