La sentenza
|Cinghiale sbuca dalle sterpaglia e danneggia l’auto in transito: i danni li paga la Regione
Al tribunale di Lucca la sentenza di primo grado per fatti che risalgono al 2021. L’incidente in via del Brentino a Massarosa
Una condanna pesante che mette la parola fine a una lunga battaglia legale nata tra le sterpaglie di via del Brentino, in località Montramito. Il tribunale di Lucca, con la sentenza pubblicata il 26 marzo, ha condannato la Regione Toscana al risarcimento integrale dei danni subiti da una carrozzeria cessionaria del credito, dopo che una Renault Captur era stata centrata in pieno da un cinghiale sbucato improvvisamente dal nulla la sera del 9 dicembre 2021.
Il giudice Ilaria Chianca ha applicato con estremo rigore i più recenti orientamenti della Suprema Corte, sancendo che per i danni causati dalla fauna selvatica non si applica più la generica responsabilità per colpa, ma quella oggettiva prevista dall’articolo 2052 del codice civile. In parole povere: l’ente che gestisce la fauna risponde sempre dei danni, a meno che non riesca a dimostrare che l’incidente sia stato causato da un evento del tutto eccezionale o dalla palese imprudenza del conducente.
In questo caso, la difesa della Regione ha tentato la carta del concorso di colpa, sostenendo che la donna alla guida non fosse stata abbastanza prudente. Una tesi naufragata davanti alla testimonianza chiave di un altro automobilista che procedeva davanti al veicolo incidentato. Il teste ha descritto una scena da ‘impatto inevitabile’: i cinghiali sono sbucati dalla vegetazione laterale proprio mentre l’auto transitava, rendendo vana ogni frenata. A peggiorare la posizione dell’ente pubblico è stata la totale assenza, all’epoca dei fatti, di cartelli che segnalassero il pericolo di attraversamento animali, installati curiosamente solo dopo il sinistro.
Il verdetto parla chiaro: la Regione dovrà sborsare 10.465 euro per la riparazione del mezzo, a cui si aggiungono interessi e rivalutazione monetaria. Ma il conto per l’amministrazione non finisce qui. Il tribunale ha infatti caricato sulla Regione anche le spese legali, liquidate in oltre 5mila euro, oltre al rimborso per il consulente tecnico di parte e le spese per la perizia d’ufficio.


