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Viareggino ucciso dal branco a Massa, un mese per i risultati dell’autopsia

L’esame medico legale della salma darà più dettagli sulla dinamica del decesso e sulle responsabilità degli assalitori

Nuovi sviluppi sull’omicidio del 47enne viareggino Giacomo Bongiorni, strappato alla vita in piazza Felice Palma, vittima di una furia collettiva scatenata da un banale rimprovero, un dramma reso ancora più atroce dalla presenza del figlio di 11 anni e della compagna Sara, con cui avrebbe dovuto sposarsi il prossimo luglio.

La procura per i Minorenni di Genova ha confermato l’iscrizione di tre giovanissimi nel registro degli indagati per omicidio aggravato e rissa, portando a cinque il numero complessivo delle persone sotto inchiesta, inclusi due maggiorenni di nazionalità rumena.

L’attività investigativa, coordinata tra le procure di Massa e Genova, ha vissuto oggi un passaggio fondamentale con il conferimento dell’incarico per l’autopsia al professor Francesco Ventura. Sarà il medico legale dell’università di Genova a dover districare il groviglio di lesioni riportate da Bongiorni per individuare i colpi letali. Secondo il procuratore Piero Capizzoto, non sarebbe stata una singola ferita a uccidere, ma una “pluralità di azioni violente” che hanno travolto l’uomo. Il perito avrà un mese di tempo per consegnare una relazione che si preannuncia decisiva per l’accertamento delle responsabilità individuali.

Le telecamere di sicurezza della piazza hanno fornito agli inquirenti una sequenza agghiacciante: Bongiorni, intervenuto per difendere una vetrina dal lancio di bottiglie, sarebbe stato colpito da un primo pugno sferrato da un 17enne (ora in stato di fermo a Genova), crollando a terra. Da quel momento, il video mostrerebbe il branco accanirsi sulla vittima ormai inerme. “Hanno continuato a picchiarlo anche quando era a terra”, è la straziante testimonianza della compagna Sara, che ha descritto un’aggressione priva di senso tra gruppi che non si erano mai visti prima. Mentre il cognato di Giacomo resta ricoverato con gravi fratture, il figlio piccolo è stato protetto dai soccorritori per evitargli la vista finale del padre morente.

Il prossimo appuntamento giudiziario è fissato per giovedì (16 aprile), quando si terrà l’udienza di convalida del fermo per il diciassettenne nel centro di prima accoglienza ligure. Sarà un’udienza a porte chiuse, nel pieno rispetto del riserbo richiesto dalla procuratrice Tiziana Paolillo. 

Nel frattempo, Massa risponde all’orrore con il silenzio con una fiaccolata promossa da Comune e Diocesi.