La sentenza
|Estorsione e stalking alla ex moglie: confermata in appello la condanna a 5 anni e 8 mesi per Di Cecio
Accolta la linea del giudice di primo grado Riccardo Nerucci. Aveva minacciato di dar fuoco allo storico locale della donna in centro storico
Si chiude con una conferma della condanna in Corte d’appello a Firenze la drammatica vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Antonio Di Cecio, il ristoratore di 48 anni accusato di stalking ed estorsione ai danni dell’ex moglie, anche lei nota ristoratrice del centro storico, assistita dall’avvocato Florenzo Storelli. I giudici di secondo grado hanno ribadito ieri (7 maggio) la sentenza a 5 anni e 8 mesi di reclusione per l’uomo, originario della Campania ma residente a Lucca, confermando la linea già tracciata dal giudice Riccardo Nerucci in primo grado al tribunale di Lucca
Il calvario della vittima, titolare di un noto ristorante del centro storico appartenente da generazioni alla sua famiglia, era iniziato tra il novembre 2022 e l’agosto 2023. Di Cecio, che nel locale aveva lavorato come dipendente, dopo la fine della relazione avrebbe iniziato ad avanzare pretese economiche, sostenendo di essere comproprietario dell’attività. Davanti ai rifiuti della donna una escalation di minacce: il 47enne sarebbe arrivato a minacciare di dare fuoco al ristorante, costringendo l’ex moglie, terrorizzata, a versargli diverse somme di denaro.
Al clima di estorsione si sarebbe aggiunto uno stalking ossessivo fatto di pedinamenti, messaggi minatori e scenate plateali davanti ai clienti del locale. Una situazione insostenibile che aveva spinto la ristoratrice a denunciare tutto ai carabinieri. L’iter cautelare nei confronti dell’uomo è stato un crescendo: dal divieto di avvicinamento si è passati ai domiciliari dopo un aggravamento della sua condotta, per poi arrivare alla scarcerazione (dopo nove mesi di custodia cautelare) con l’obbligo del braccialetto elettronico, tarato per far scattare l’allarme qualora l’uomo si avvicinasse a meno di 500 metri dalla vittima.
Oltre alla pena detentiva, superiore ai 5 anni e mezzo inizialmente richiesti dal pubblico ministero, Di Cecio è stato condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento di una provvisionale di 13mila euro a favore dell’ex moglie, costituitasi parte civile assistita nel processo di primo grado e di appello dall’avvocato Florenzo Storelli.
Nonostante questa condanna, la battaglia legale non è conclusa: pendono infatti sul 47enne altri tre procedimenti penali in fase avanzata, sempre per atti persecutori e per aver violato i precedenti divieti di avvicinamento imposti dall’autorità giudiziaria.


