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Schiacciato da una pressa, muore sul lavoro a 30 anni

I colleghi hanno prestato i primi soccorsi. La Fioc Cgil di Lucca: “Non è tollerabile che si continui a morire di lavoro”

Sono stati i colleghi a praticare le prime manovre, mentre chiamavano i soccorsi. Per un ragazzo di 30 anni di Pescia, Giacomo Pucci, però, non c’è stato niente da fare: è morto in pochi minuti, nella mattina di oggi 26 maggio, nell’azienda in cui lavorava.

Mancava poco a mezzogiorno quando vigili del fuoco e soccorritori 118 sono arrivati nell’azienda di Spianate, nel comune di Altopascio. L’operaio, ma la dinamica e le circostanze dell’incidente dovranno essere chiarite, sarebbe rimasto schiacciato da una pressa. Per liberarlo e mettere tutto in sicurezza, i vigili del fuoco di Lucca hanno richiesto il supporto dell’Autogru e del distaccamento di Pescia.

Sul posto c’era la Misericordia di Altopascio, che aveva chiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso, mai partito però. Saranno carabinieri e tecnici della Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro a chiarire la dinamica.

“La morte del giovane trentenne avvenuta questa mattina in un’azienda di Spianate mentre stava lavorando ci sconvolge – è il commento della sindaca, Sara D’Ambrosio – Viene da chiedersi cosa altro si possa aggiungere o dire di fronte a un dramma così enorme, così ingiusto. Mando un abbraccio forte alla famiglia, agli amici, alle persone che gli volevano bene, a chi da oggi si troverà a fare i conti con un vuoto così grande. Un pensiero va anche ai colleghi che erano lì, che hanno assistito all’incidente e vissuto da vicino quei momenti, e all’azienda colpita da una tragedia che segna profondamente un’intera comunità. Conosco bene il proprietario, so quanta attenzione metta nella tutela dei propri lavoratori, lo sgomento è totale anche per questo. Adesso sarà necessario capire cosa sia accaduto, per ristabilire la dinamica dei fatti ed accertare eventuali responsabilità. Prima di tutto, però, è il tempo del silenzio e della riflessione, perché morire sul lavoro è una cosa che non dovrebbe succedere mai”.

La Fiom Cgil di Lucca esprimono il più profondo e sentito cordoglio per il gravissimo infortunio sul lavoro costato la vita, nella giornata di oggi, a un lavoratore della ditta Co.Ra. Srl di Spianate, nel Comune di Altopascio. “Davanti a una simile tragedia, che colpisce al cuore l’intera comunità e il mondo del lavoro locale – si legge nella nota – il sindacato si stringe in un dolore immenso attorno alla famiglia, ai colleghi e ai cari della vittima, nella dolorosa consapevolezza che nessuna parola potrà riparare a una perdita così drammatica. Le dinamiche dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti, sulle quali si ripone la massima fiducia per fare piena luce sull’incidente. Tuttavia, la Fiom e la Cgil non possono esimersi dallo stigmatizzare, ancora una volta e con forza, l’urgenza drammatica di un cambio di passo radicale: il rispetto rigoroso delle norme vigenti e il costante rafforzamento delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro devono diventare una priorità assoluta e non negoziabile. Non è tollerabile che si continui a morire di lavoro. La Fiom Cgil di Lucca comunicano fin da ora di essere a completa disposizione della famiglia della vittima per offrire ogni tipo di assistenza, supporto e tutela legale e sindacale necessaria in questo momento di devastante dolore“.

Anche la Cisl Toscana Nord e la Fim-Cisl esprimono profondo cordoglio per l’infortunio mortale sul lavoro: “Di fronte a una tragedia che colpisce duramente la comunità e il mondo del lavoro – dicono Michele Folloni, segretario generale della Cisl Tocana Nord e Bruno Casotti, segretario della Fim Cisl Toscana – la Cisl e la Fim-Cisl si stringono con sincera partecipazione attorno alla famiglia, ai colleghi della vittima, condividendo un dolore che nessuna parola può davvero alleviare. Le dinamiche dell’accaduto sono in corso di accertamento da parte delle autorità competenti. Resta tuttavia imprescindibile ribadire che tutto quanto è possibile fare in riferimento a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può mai essere considerato un adempimento formale, ma un dovere collettivo che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni. Prevenzione, formazione continua, organizzazione del lavoro e investimenti adeguati devono essere elementi strutturali e non negoziabili. Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per l’intera società e richiama tutti alla responsabilità di fare di più, ogni giorno, perché tragedie come questa non si ripetano”.

“In questo momento di dolore, sconforto e rabbia, come Uil Lucca esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e agli affetti della vittima. Non si può continuare a morire sul lavoro, non si può uscire di casa per guadagnarsi da vivere e non fare più ritorno ai propri affetti”. Così Massimiliano Bindocci della Uil Lucca. “Al di là del caso concreto – spiega – sul quale aspettiamo le verifiche delle autorità competenti, il problema è che il profitto sfrenato in nome della produzione e del risparmio sul personale continua a prevalere sul rispetto delle persone e della vita. Spesso troviamo prassi dove la sicurezza si traduce in moduli da compilare o in pretesti per fare contestazioni e chi chiede di rispettare procedure di sicurezza viene messo ai margini nei luoghi di lavoro e visto come problematico. Inoltre i controlli sono troppo sporadici e spesso non efficaci. Occorre che la Regione intervenga decisamente: la Toscana è la maglia nera per infortuni e malattie professionali. E questo non è un caso. Non possiamo più tollerare questa strage continua. Non fermeremo la nostra battaglia per zero morti sul lavoro finché non avremo raggiunto il nostro obiettivo”.

Anche Eugenio Giani ha espresso il proprio cordoglio per la morte dell’operaio.  “Questa tragedia colpisce profondamente tutti noi – dice il presidente – Alla sua famiglia rivolgo un pensiero di vicinanza sincera e il più profondo cordoglio della Regione Toscana. Davanti a una tragedia come questa non ci sono parole che possano colmare il dolore di chi perde una persona cara. Morire sul lavoro è sempre inaccettabile. Ogni vita spezzata mentre si svolge il proprio lavoro è una ferita per l’intera comunità e richiama tutti – istituzioni, imprese e sistema del lavoro – al dovere di fare di più perché sicurezza e prevenzione siano una priorità concreta ogni giorno. A nome della Regione Toscana esprimo vicinanza ai familiari, ai colleghi e alla comunità colpita da questo drammatico lutto”.

Il presidente rinnova la vicinanza istituzionale alla comunità locale colpita dall’accaduto ed esprime fiducia nel lavoro delle autorità competenti per l’accertamento della dinamica dei fatti.

Sul tema anche l’onorevole di Forza Italia, Chiara Tenerini: “A nome mio personale esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore, ai suoi colleghi e a tutta la comunità coinvolta. Morire a trent’anni durante una giornata di lavoro è qualcosa che non può essere accettato come un fatto inevitabile, né archiviato come una notizia tra le altre. Saranno le autorità competenti a ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità. Ma davanti a un’altra vita spezzata sul lavoro resta un dovere politico e istituzionale chiaro: continuare a rafforzare prevenzione, formazione, controlli e cultura della sicurezza. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un fascicolo da aggiornare, né una formalità da rispettare per obbligo. È la prima condizione di dignità del lavoro. Vale nelle grandi aziende come nelle piccole, nei reparti produttivi come negli uffici, in ogni luogo in cui una persona entra al mattino con il diritto sacrosanto di tornare a casa la sera. Come capogruppo di Forza Italia in commissione lavoro continuerò a sostenere ogni intervento utile per rendere più efficace la prevenzione, rafforzare la formazione e accompagnare imprese e lavoratori in un modello di sicurezza reale, non solo dichiarata. Il lavoro deve essere vita, autonomia, futuro. Mai una condanna”.

“Un lavoratore di trent’anni è morto oggi ad Altopascio, in provincia di Lucca, schiacciato da una pressa mentre lavorava. È una tragedia terribile, che lascia dolore e rabbia. Alla sua famiglia, ai suoi cari, alle colleghe e ai colleghi va la mia vicinanza e il mio cordoglio”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.

“Ora serve che venga fatta piena luce su quanto accaduto – prosegue Furfaro – La magistratura e gli organi competenti accerteranno dinamica e responsabilità, ma di fronte all’ennesima morte sul lavoro non possiamo limitarci al cordoglio. Ogni volta diciamo che non deve accadere più. E poi accade ancora. La sicurezza sul lavoro deve tornare a essere una priorità vera: più controlli, più prevenzione, più formazione, più personale ispettivo. Chi esce di casa per lavorare deve poterci tornare. Sempre. Su questo non possono esserci alibi, ritardi o risparmi”.