In tribunale
|Travolse e uccise l’uomo che le aveva rubato la borsa: escluso il totale o parziale vizio di mente per Cinzia Dal Pino
In aula la relazione dei periti Stefano Ferracuti e Renato Ariotti: “Nessuna psicopatologia maggiore”. Il processo verso la fase decisiva
È arrivato il giorno della verità nell’aula del tribunale di Lucca per il processo a carico di Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare viareggina accusata dell’omicidio di Nourdine Mezgoui, il senzatetto di origini marocchine travolto ripetutamente e ucciso dal Suv guidato dalla donna nel settembre del 2024, dopo che l’uomo le aveva strappato la borsa. Nell’udienza di oggi (28 maggio) è stata ufficialmente acquisita la perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise per fare luce sulle condizioni mentali dell’imputata al momento del drammatico gesto.
I due periti nominati dal tribunale, il neurologo romano Stefano Ferracuti e lo psichiatra bolognese Renato Ariotti, hanno depositato la loro relazione a fine aprile e stamani sono stati ascoltati in aula per illustrare l’esito dei loro accertamenti. Davanti ai giudici, i due professionisti avevano il compito di valutare la reale portata dei disturbi lamentati dalla stessa Dal Pino, che in una precedente udienza aveva fatto riferimento all’assunzione di ansiolitici, agli effetti del long Covid e alle apnee notturne, indicandoli, tramite gli avvocati difensori, come possibili fattori di alterazione della propria lucidità.
Le conclusioni degli esperti nominati dal tribunale non lasciano però spazio a dubbi e spazzano via l’ipotesi del vizio totale o parziale di mente. Rispetto alle questioni sollevate dalla difesa, i periti hanno spiegato sinteticamente che nessuno di questi elementi può aver avuto una reale rilevanza sul piano comportamentale e cognitivo. Dal punto di vista deterministico, la relazione stabilisce che tali situazioni non avevano un’intensità patologica tale da configurare un vizio di mente; la signora presenterebbe sì una serie di fattori psicologici rilevanti, ma non sarebbe affetta da una psicopatologia maggiore, né risulta che ne soffrisse al momento del tragico investimento.
Con il deposito e l’esame dei periti, il processo imbocca la sua retta finale. La Corte d’Assise è adesso chiamata a decidere se accogliere eventuali richieste di ulteriori attività istruttorie o dichiarare ufficialmente chiuso il dibattimento. Se, come appare probabile, si procederà alla chiusura, la parola passerà immediatamente ai protagonisti per la discussione finale: sul tavolo la requisitoria del pubblico ministero Sara Polino, seguita dagli interventi degli avvocati di parte civile Enrico Carboni e Gianmarco Romanini, e infine l’arringa della difesa affidata al professor Enrico Marzaduri. Non è escluso che, data la speditezza dei lavori, la sentenza della Corte possa arrivare già nella giornata di oggi.
Dopo la relazione la difesa ha fatto richiesta alla Corte d’Appello di procedere al percorso di giustizia riparativa. La giudice, che prima avea rifiutato di sentire i periti della difesa, che avrebbero relazionato sulla situazione di ansia e stress in cui si trovava la donna al momento dei fatti, si è ritirata in camera di consiglio per giudicare la questione.



