Il caso
|Visita fiscale contestata, l’Inps accoglie il ricorso del lavoratore
Nell’ottobre 2025, il cittadino non ha accettato di essere stato dichiarato assente durante il controllo domiciliare nonostante fosse a casa
Si chiude con un esito favorevole al lavoratore la vicenda della contestata visita fiscale domiciliare che nei mesi scorsi aveva fatto discutere dopo la denuncia pubblica di un cittadino, non convinto di essere stato dichiarato assente pur trovandosi regolarmente nella propria abitazione durante il controllo disposto dall’Inps.
L’episodio risale al 16 ottobre 2025, quando il medico incaricato per la visita domiciliare aveva riportato nel verbale la dicitura “non ha risposto nessuno all’indirizzo”, indicando inoltre l’impossibilità di lasciare l’invito alla successiva visita medica ambulatoriale. Una ricostruzione che il lavoratore aveva contestato fin da subito, sostenendo di essere rimasto in casa durante tutta la fascia oraria prevista per il controllo.
Il cittadino aveva anche dichiarato di essere in possesso di registrazioni delle telecamere esterne all’abitazione che, secondo la sua versione, non avrebbero mostrato né il passaggio del medico fiscale né tentativi di contatto al citofono. Dopo aver ricevuto l’esito della visita, si era rivolto agli uffici dell’Inps chiedendo chiarimenti, lamentando però di non aver ottenuto risposte ritenute soddisfacenti.
Adesso, a distanza di mesi, arriva il pronunciamento dell’Inps. Nel documento inviato al cittadino si legge infatti: “Indennità di malattia. Assenza a visita medica di controllo domiciliare. Giustificazione accolta”. L’istituto specifica inoltre che “la sua assenza alla visita medica di controllo del 16 ottobre 2025 risulta giustificata per le motivazioni da lei fornite”.
Un esito che di fatto accoglie la posizione sostenuta dal lavoratore sin dall’inizio della vicenda e che rappresenta un primo punto fermo nella controversia nata attorno alla visita fiscale contestata.



