Tentano 5 truffe del finto carabiniere in mezza giornata, i carabinieri li seguono e li fermano
Contattate telefonicamente signore tra 82 e 92 anni, tre delle quali residenti a Lucca, una a Barga e una a Cascina
Hanno incrociato un Suv preso a noleggio a Napoli. Così i carabinieri della sezione operativa della compagnia carabinieri di Lucca hanno intrapreso un pedinamento della vettura durato diverse ore, nel corso del quale il mezzo ha percorso diverse vie dei quartieri San Marco e San Vito, alternando soste nei pressi di alcune abitazioni e nei parcheggi di attività commerciali: quando il veicolo si fermava, uno dei due a bordo a volte scendeva dall’auto e girava tra le case consultando continuamente il cellulare.
Alla fine della giornata, i carabinieri della Sezione Operativa della compagnia e della stazione di Nozzano hanno arrestato due uomini di 27 e 37 anni, entrambi residenti in provincia di Napoli e disoccupati, per il reato di tentata truffa aggravata in concorso. Il pedinamento iniziato alle 10,30 è infatti terminato alle 14,30, quando l’auto si è diretta verso il casello autostradale: l’autovettura sospetta è stata fermata in viale Europa a Lucca. La successiva perquisizione personale consentiva di rinvenire un telefono cellulare con l’applicazione Watsapp attiva, all’interno della quale c’era una chat aperta che conteneva un elenco di indirizzi, località poi riscontrate anche all’interno dell’applicativo Google Maps.
Le successive indagini svolte anche verificando i predetti indirizzi, permettevano di accertare che i due fermati, unitamente ad altri uomini da identificare che fungevano da telefonisti, avevano tentato cinque truffe con la tecnica del sedicente operatore delle forze di polizia. In particolare, un soggetto di sesso maschile che si qualificava come un appartenente alle forze dell’ordine, nella mattinata aveva contattato telefonicamente cinque anziane signore, dell’età compresa tra gli 82 e i 92 anni, tre delle quali residenti a Lucca, una a Barga e una a Cascina, informandole che i veicoli in uso a loro familiari erano stati utilizzati per commettere delle rapine. Con questo pretesto poi, tentavano d’indurre le vittime a preparare il denaro e i preziosi presenti in casa, che sarebbero stati ritirati dai due soggetti fermati, che si sarebbero presentati come periti o appartenenti alle forze dell’ordine incaricati di eseguire delle verifiche, reati che non andavano a buon fine, grazie all’intervento di familiari più giovani.
Gli arrestati, dopo le formalità di legge, venivano tradotti presso la casa circondariale di Lucca, dove permangono a disposizione dell’Ag.


