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Morto nella notte lo storico parroco di Casa Gori, don Ilario Tomei

Classe 1925 è stato un punto di riferimento per tutte la comunità di Capannori. Il sindaco: “I tuoi insegnamenti resteranno nei nostri cuori”

Profondo cordoglio nella Chiesa lucchese e a Capannori per la morte di don Ilario Tomei, centenario parroco di Casa Gori a Marlia: è venuto a mancare stanotte. Classe 1925, con i suoi 101 anni era il decano dei sacerdoti della Diocesi di Lucca. Don Ilario Tomei si è spento nella notte presso la Rsa Don Gori di Marlia, a seguito del recente aggravarsi delle sue condizioni di salute.

L’annuncio arriva dalla diocesi e dal sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro.

“Don Ilario è un’istituzione per Casa Gori e per tutta la comunità di Capannori – lo ricorda il primo cittadino –  Una persona che sapeva leggere le persone e dare loro quella parola, quell’abbraccio, quel gesto di cui c’era bisogno per andare avanti anche quando le difficoltà sembravano essere troppo grandi. Don Ilario ha portato sorrisi in ogni incontro, speranza in tanti cuori. È stato accanto agli ospiti della casa di riposo con quello slancio, quella passione e quella voglia di accompagnare che difficilmente si incontrano. Ha fatto una vita intensa, piena, dedicata agli altri, soprattutto a chi aveva bisogno. E lo ha fatto regalando fiducia e affetto. Don Ilario lo conoscevo da anni e la sua saggezza, la sua intelligenza, la sua capacità di sentire ho potute toccarle e beneficiarne in prima persona. Grazie don Ilario, grazie di tutto. I tuoi insegnamenti resteranno nei nostri cuori e porteremo avanti quel messaggio di speranza che tu, ogni giorno, hai testimoniato con la tua vita e con le tue azioni. Ti vogliamo bene. Grazie!”

L’arcivescovo Paolo Giulietti lo ha ricordato con affetto: “Ha trascorso molti dei suoi 65 anni di ministero in quella struttura, servendo gli ospiti e i loro familiari finché le forze glielo hanno consentito. Negli ultimi mesi, costretto a letto, ha sopportato con dignità le sofferenze del declino. Lascia un ricordo profondo di disponibilità e umana simpatia in chiunque lo abbia conosciuto”.

La salma sarà esposta a partire dal pomeriggio di oggi (10 giugno) nella chiesa parrocchiale di Marlia, dove domani (11 giugno) alle 15,30 verranno celebrate le esequie.

Don Ilario era nato a San Michele di Moriano il 13 gennaio 1925. Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario Arcivescovile di Lucca, era stato ordinato diacono il 13 novembre 1960 e presbitero il 17 dicembre dello stesso anno. In gioventù aveva dovuto combattere contro una grave malattia che ne aveva indebolito la salute, arrivando al sacerdozio all’età di 35 anni: per l’epoca un’eccezione. Subito dopo l’ordinazione ha prestato servizio come cappellano a San Pietro a Vico, per poi approdare nel 1978 al vecchio «Ricovero» di Marlia, l’odierna RSA.

Legatissimo alla famiglia, raccontava spesso di aver fatto tesoro degli insegnamenti del nonno. Degli anni in seminario ricordava invece con affetto fratel Arturo Paoli, all’epoca insegnante di lettere dei futuri preti. Il suo lungo operato all’interno della casa di riposo lo ha reso una figura di riferimento insostituibile per l’intera comunità. La sua presenza è stata preziosa per tutti gli ospiti, ai quali non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, a prescindere dal credo religioso. Fin da subito, inoltre, si è impegnato per aprire la struttura al territorio, coordinando i gruppi di volontariato e spronandoli all’ascolto attivo, così da dare voce ai bisogni degli anziani, difenderne la dignità e sconfiggere la solitudine.