Scomparsa a 88 anni la compagna dell’indimenticato sindacalista Venanzio Pieruccini: lascia due libri pubblicati da Maria Pacini Fazzi
Si è spenta ieri (10 giugno) all’età di 88 anni Giovanna Salvetti, poeta e pittrice, figura discreta e intensa che ha saputo trasformare in arte la memoria, gli affetti e l’esperienza di una vita. A ricordarla è Gianni Quilici, che ne sottolinea il percorso umano e creativo, segnato da due libri significativi pubblicati dalla casa editrice lucchese Maria Pacini Fazzi: Muse tardive e Parole al sole.
Accanto alla sua voce poetica resta anche il ricordo del grande amore vissuto con Venanzio Pieruccini, storico sindacalista della Cgil e rappresentante dei lavoratori della Cantoni. Un legame profondo, parte essenziale della sua storia personale.
“Giovanna Salvetti – ricorda Quilici – ha vissuto la prima infanzia durante la seconda guerra mondiale e l’adolescenza nella fase difficile della ricostruzione, quando andare oltre la quinta elementare per una donna, nata in campagna, da una famiglia modesta, era impossibile o quasi. Ha quindi lavorato come sarta, andando a scuola a quella università che è la vita”.
Solo più tardi, intorno ai 70 anni, aveva scoperto e portato alla luce il piacere della pittura e della poesia: un talento rimasto a lungo custodito dentro di sé e poi sbocciato con naturalezza. Nel 2015 era uscito Muse tardive, libro curato nella veste grafica e nella sostanza, introdotto da Alessandro Tambellini. Nel 2019 era seguito Parole al sole, confermando una voce poetica autentica, limpida e riconoscibile.
“La poesia di Giovanna è apparentemente semplice, perché diretta e spontanea, colloquiale e immediatamente comprensibile, ma in realtà profonda non solo nei sentimenti e nel pensiero, ma anche nella forma stilistica ricca di metafore e di fluidità ritmica”, commenta Gianni Quilici.
A testimoniarlo resta anche una poesia scritta dieci anni fa, che oggi assume il valore di un vero e proprio testamento spirituale:
Quando non ci sarò più
sarò mare
andrò a lambire
sponde sconosciute
bambini giocheranno
con le mie onde
Quando non ci sarò più
sarò oceano
accarezzerò continenti
e sarò nuvole
e sarò pioggia
se qualche goccia
bagnerà il tuo viso
sarò lacrima che ti bacia
e sarò vita
Versi che restituiscono pienamente la misura della sua poesia: una voce capace di parlare della fine senza chiudersi nel dolore, ma aprendosi alla continuità, alla trasformazione, alla vita.


