La sentenza
|Cicatrici permanenti dopo l’incidente in auto: ragazza risarcita per il danno
La giovane appena maggiorenne, passeggera di un’auto travolta da un’altra vettura, aveva subito una brutta frattura al braccio
Si chiude con una sentenza di condanna in sede civile la vicenda legata a un brutto incidente stradale avvenuto nel 2022 nel cuore di Viareggio. Il tribunale di Lucca, attraverso una pronuncia del giudice unico Ilario Ottobrino pubblicata giovedì (11 giugno), ha condannato in solido la compagnia assicurativa e la conducente dell’auto responsabile del sinistro a risarcire una giovane passeggera, rimasta gravemente ferita e deturpata a causa dello schianto.
La vittima, all’epoca dei fatti appena maggiorenne, viaggiava sul sedile posteriore sinistro della vettura, indossando regolarmente le cinture di sicurezza. All’improvviso, l’auto è stata colpita con violenza da una Volkswagen condotta da un altro automobilista che, immettendosi sul viale, non aveva rispettato l’obbligo di precedenza. L’impatto era stato talmente violento da richiedere il trasporto d’urgenza della ragazza al pronto soccorso dell’ospedale unico della Versilia, dove era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per un trauma cranico e per una brutta frattura all’omero sinistro.
Nel corso del procedimento civile, le perizie mediche condotte dal consulente tecnico d’ufficio hanno evidenziato la persistenza di postumi permanenti non più migliorabili, quantificati in un danno biologico del 9%. Oltre alla parziale limitazione dei movimenti del gomito, a pesare sulla quantificazione del danno è stato il netto pregiudizio estetico. La giovane ha infatti riportato vistose cicatrici. Proprio su questo aspetto si è concentrata la decisione del giudice Ottobrino, che ha applicato la personalizzazione massima del danno prevista dalla legge. Nonostante i periti avessero definito il danno estetico di lieve entità, il tribunale ha sottolineato come la giovane età e il sesso della vittima amplifichino la gravità delle lesioni.
Il giudice ha inoltre ravvisato la necessità di riconoscere un’autonoma voce di ristoro per il danno morale legato agli effetti del sinistro.
I calcoli del tribunale di Lucca hanno così fissato il danno complessivo patito dalla ragazza in oltre 33mila euro, di cui oltre 24mila euro per il danno biologico e temporaneo, a cui sono stati sommati gli incrementi per la personalizzazione e il danno morale, oltre alle spese mediche documentate e già sostenute. Da questa cifra complessiva dovranno essere detratte le somme per circa 20.450 euro già corrisposte dall’assicurazione prima della causa a titolo di acconto. La compagnia e la conducente della vettura sono state infine condannate a pagare le spese di lite e di negoziazione assistita, quantificate in oltre 5500 euro, oltre alle spese per la consulenza tecnica d’ufficio.


