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Sicurezza per le corse notturne, i tassisti lucchesi propongono l’introduzione del ‘panic button’

L’idea esposta in prefettura: un pulsante di allarme silenzioso collegato con le centrali operative di polizia e carabinieri

Tavolo istituzionale ieri mattina (17 giugno) in prefettura a Lucca per affrontare una problematica non più rimandabile: la sicurezza a bordo dei taxi, in particolare durante il servizio notturno. All’incontro hanno partecipato la prefetta Favilla, il questore Giobbi e i comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza, che hanno ascoltato le richieste dei rappresentanti dei tassisti lucchesi, pronti a chiedere tutele concrete dopo i gravi episodi che hanno visto coinvolti alcuni conducenti nel corso dell’ultimo anno.

A farsi portavoce della categoria è il rappresentante dei tassisti lucchesi Francesco Mugnaini, che ha posto l’accento sulla vulnerabilità di chi svolge questo lavoro in strada a tutte le ore: “Durante la riunione abbiamo esposto con fermezza le crescenti problematiche legate alla nostra incolumità, portando all’attenzione dei presenti i gravi episodi che hanno coinvolto alcuni colleghi nel corso dell’ultimo anno”. Una situazione di rischio quotidiano che si avverte soprattutto in determinate fasce orarie e che tocca da vicino l’intera categoria. “È stato chiarito come il nostro lavoro ci esponga quotidianamente a rischi concreti, in particolare durante le ore notturne – spiega il portavoce –. In questo contesto, abbiamo evidenziato la necessità di una tutela mirata e accresciuta, segnalando anche la presenza attiva nella nostra realtà di colleghe donne, per le quali la sicurezza durante il servizio rappresenta una priorità assoluta”.

Per rispondere in modo tempestivo alle emergenze, i tassisti hanno messo sul tavolo della prefettura una proposta tecnologica ben precisa: l’installazione a bordo di ogni auto bianca di un sistema di allarme silenzioso, un vero e proprio panic button. Si tratta di un dispositivo attivabile in modo discreto dal conducente in caso di pericolo, capace di interfacciarsi direttamente con le centrali operative della questura e dei carabinieri. Il sistema permetterebbe la geolocalizzazione immediata del mezzo e l’invio tempestivo di una pattuglia sul posto per soccorrere il tassista in difficoltà.

L’istanza ha trovato terreno fertile tra i rappresentanti dello Stato e i vertici delle forze dell’ordine, che hanno espresso massima attenzione e totale apertura verso la proposta, riconoscendone la validità. L’iter per arrivare all’attivazione del dispositivo non si ferma qui: nei prossimi mesi verranno infatti convocati ulteriori tavoli tecnici, finalizzati a verificare la fattibilità del sistema e le modalità operative per il collegamento diretto tra le vetture e le sale della protezione pubblica.