Logo
Bambino di sette anni si frattura la mano cadendo in un’attrazione del Luna Park: risarcita la famiglia

La causa è stata l’improvviso cambiamento di marcia di un tapis roulant all’uscita della giostra: riconosciuta responsabilità del gestore

Una drammatica serata al Luna Park si è trasformata in una lunga battaglia legale, conclusasi con la condanna del gestore di una giostra a risarcire i familiari di un bambino rimasto ferito. La sentenza è stata pronunciata il 19 giugno scorsodal giudice della sezione civile del tribunale di Lucca, il dottor Antonio Mondini, che ha accolto il ricorso presentato da due genitori, assistiti dall’avvocato Jessica Busdraghi, nei confronti della titolare della ditta di spettacoli viaggianti, difesa dall’avvocato Stefano Pinzauti.

I fatti risalgono alla tarda serata dell’11 maggio di due anni fa, intorno alle 23,30, quando il piccolo, che all’epoca aveva 7 anni, si trovava a bordo di un’attrazione. Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, il bambino, dopo aver completato il percorso della giostra, stava camminando sul tapis roulant posizionato prima dell’uscita. Proprio in quel momento l’operatore ha azionato il meccanismo invertendo repentinamente la direzione del tappeto da “avanti a indietro”. A causa del cambio di marcia il minore è caduto a terra e, quando il nastro ha ripreso la direzione originaria, la sua mano sinistra è rimasta incastrata sotto il macchinario in un punto sprovvisto delle reti laterali di protezione.

Il bambino era stato immediatamente accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale, dove gli era stata riscontrata una frattura composta alla falange del secondo dito e una ferita lacero-contusa al quarto dito della mano sinistra. Il giorno successivo si era reso necessario il trasferimento e il ricovero d’urgenza all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, nel reparto di ortopedia e traumatologia, dove i chirurghi avevano sottoposto il piccolo a un intervento di revisione della ferita da schiacciamento, con una successiva prognosi di trenta giorni.

Nel corso della causa il gestore della giostra si è opposto alle richieste di risarcimento, sostenendo di aver installato la regolare cartellonistica per avvisare il pubblico dei movimenti d’inversione del tappeto e che l’impianto fosse dotato di tutti i certificati di sicurezza, con l’ultimo collaudo eseguito positivamente nell’ottobre 2024. La difesa ha inoltre tentato di attribuire la responsabilità dell’accaduto a una presunta imprudenza del bambino e a una carenza di vigilanza da parte dei genitori.

Argomentazioni che il giudice Mondini ha interamente respinto. Nella sentenza viene evidenziato come la responsabilità per i danni da cose in custodia gravi sul custode per il principio del rischio, a prescindere dalla presenza di colpa, e che l’assenza di reti protettive nel punto della caduta abbia avuto un ruolo causale decisivo. Sulla base della consulenza tecnica d’ufficio medico-legale, che ha accertato postumi permanenti pari al 2 per cento (rappresentati da esiti cicatriziali e da un lieve deficit di flessione del dito), il tribunale ha quantificato il risarcimento applicando i parametri della nuova Tabella unica nazionale.

La titolare dell’attrazione è stata quindi condannata a pagare complessivamente oltre 4800 euro per il danno biologico e morale subìto dal minore, a cui si aggiungono il rimborso delle spese mediche, le spese per la perizia di parte e oltre 5mila euro per le spese di lite.