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La tragedia di Pieve di Camaiore coinvolge anche i vip. Schettini: “Parlate con i vostri figli”

Noemi posta una canzone cantata da Mirko Moriconi: “Avevi l’orgoglio di essere te stesso”. L’Arcigay: “Patriarcato e omofobia uccidono”

Duplice omicidio a Pieve di Camaiore, l’ipotesi del movente omofobico, comunque tutta da verificare nelle sedi processuali, ha scatenato commenti anche da personaggi pubblici e in vista. 

A intervenire sul tema, con un reel al limite dell’emozione, Vincenzo Schettini, professore de La Fisica che ci piace: “Mirko aveva raccontato alla famiglia di essere gay, un figlio che da tempo diceva sui social Mio padre non m’accetta – dice – Il padre gli diceva Meglio morto che gay, meglio un cancro che gay. La madre lo difendeva. Io non sto facendo un processo attraverso questo video, non mi interessa, non è questo il punto, quindi sia chiaro per tutti quelli che commenteranno e diranno Tu non sai, tu non fai, avete tutti perfettamente ragione. Sto soltanto dicendo un’altra cosa. Che in quella famiglia c’erano contrasti molto forti. Emerge ancora una volta un disagio familiare. Un figlio che ha parlato con i genitori, ha avuto il coraggio di parlare con i genitori. E io agli altri figli dico Siate come lui. Raccontatevi in famiglia. Adesso sto parlando ai genitori. Ascoltateli questi figli. Sono figli vostri. Non esiste provare vergogna per un figlio. Non esiste un sentimento che non esiste. È tuo figlio. E se nell’ascoltarli qualcosa è troppo forte, qualcosa è troppo difficile da accettare. Siate buoni con voi stessi, siate gentili con voi stessi, aspettate, riparlatene, cercate il dialogo, non siamo più abituati a fare questo. Che brutta cosa. Alla memoria di Mirko e della mamma di Mirko. E al legame speciale che avevate”.

Anche la cantante Noemi ha parlato in una storia su Instagram, postando un reel di Mirko Moriconi che cantava una sua canzone: “Ho visto i video in cui cantavi anche le mie canzoni, il tuo amore per la musica, il tuo sogno di essere libero e l’orgoglio di essere te stesso.
Il mio pensiero va a te, Mirko, e a tua madre, Kety, che ti ha sempre supportato e dato tutto l’amore che meritavi di avere.
Non si può essere uccisi nel 2026 per chi scegliamo di amare. Tutto questo è inaccettabile e un dolore immane”.

“Siamo sconvolti dalla notizia del duplice assassinio avvenuto ieri a Camaiore – dichiara il direttivo di Arcigay Altre Sponde di Firenze – e siamo vicini a chi voleva bene a Mirko Moriconi e Kety Andreoni. In attesa che venga fatta luce sulle ragioni di quanto accaduto non possiamo però non riflettere sul post che Mirko aveva scritto sul suo profilo social, già qualche anno fa, secondo cui per suo padre sarebbe stato meglio un figlio morto che gay. Così come non possiamo non riflettere su quanto avrebbe dichiarato l’assassino: Mi sono liberato di loro. Il patriarcato e l’omolesbobitransfobia uccidono, lo diciamo da sempre, così come odio e disvalori alimentati costantemente, anche dalla politica, creano l’humus culturale dove la violenza trova sponda. A maggior ragione crediamo che siano necessari oggi, come ieri e purtroppo domani, spazi sicuri di ascolto e supporto per chi vive la discriminazione in modo quotidiano. Spazi come il Centro antidiscriminazioni Altresponde di Firenze, come gli altri centri regionali, e come i luoghi dove chi ha subito minacce ed è esposto alla violenza fisica trovi riparo, ascolto e orientamento”.

“Denunciamo odio, ci appelliamo alle norme esistenti per tutelare vite, eppure questo odio viene ancora negato, minimizzato, deriso: una modalità altrettanto violenta – conclude il direttivo di Arcigay Firenze Altresponde – C’è un filo rosso che lega i commenti sotto ai post social dei nostrə attivistə e quello che è accaduto ieri. Noi ci siamo, c’eravamo, e continueremo ad esserci, per tuttə noi”.