Logo
Tht, Pfas e salute pubblica al centro dell’assemblea pubblica ad Antraccoli: “Serve un monitoraggio costante”

Circa sessanta cittadini hanno preso parte all’incontro promosso dal Forum Acqua Pubblica Sì-Cura e dal comitato ‘Tutti Uniti’

Antraccoli, confronto pubblico sulla falda: esperti e cittadini a confronto tra Tht, Pfas e salute. 

Si è svolta ieri sera (24 giugno), nell’area della sagra paesana di Antraccoli, l’assemblea pubblica dal titolo La falda di Antraccoli sotto attacco: tra l’acqua che sa di gas, i Pfas e la salute, promossa dal Forum Acqua Pubblica Sì-Cura e dal comitato Tutti Uniti per Antraccoli. Circa 60 i cittadini presenti all’incontro, organizzato con l’obiettivo di approfondire, attraverso contributi tecnico-scientifici, la vicenda della contaminazione da tetraidrotiofene (Tht) che interessa parte della frazione lucchese.

Ad aprire la serata è stata Maura Ramaro, rappresentante del comitato, che ha chiarito come l’iniziativa non fosse finalizzata a individuare responsabilità, ma a fornire informazioni basate su dati e conoscenze scientifiche. Nel corso dell’introduzione è stato ripercorso quanto accaduto a partire dall’autunno del 2025, quando numerosi residenti iniziarono a segnalare l’odore di gas nell’acqua dei pozzi privati, fino all’ordinanza emanata dal sindaco il 20 febbraio scorso, che ha vietato l’utilizzo di alcuni pozzi per uso potabile e per l’igiene personale.

Al tavolo dei relatori sono intervenuti il geologo Roberto Balatri, l’urologo Libertario Raffaelli, l’ingegnere chimico Alessia Angelini e Tommaso Panigada del Forum Acqua Pubblica Sì-Cura. All’ultimo momento si è aggiunto anche Gregorio Loprieno, responsabile dell’Igiene pubblica dell’Asl Toscana nord ovest.

Nel corso della serata i tecnici hanno risposto alle domande dei cittadini, affrontando gli aspetti geologici della contaminazione, il comportamento del Tht nell’ambiente, i possibili effetti sanitari dell’esposizione e il tema della presenza dei Pfas nelle acque della Piana di Lucca.

Il geologo Balatri ha illustrato l’andamento della falda acquifera e le possibili direttrici di diffusione del contaminante, soffermandosi anche sulle caratteristiche del sottosuolo e sulle eventuali possibilità di bonifica. L’ingegnere Angelini ha illustrato le proprietà chimiche del Tht, spiegandone il comportamento nell’ambiente e affrontando anche il tema dei Pfas. Il dottor Raffaelli ha risposto ai quesiti relativi ai possibili effetti sulla salute, spiegando che manifestazioni come congiuntiviti e dermatiti possono persistere anche per un certo periodo dopo l’esposizione. Panigada ha invece approfondito il tema della tutela della risorsa idrica e della presenza dei Pfas sul territorio.

Nel corso della serata è stato spiegato che il Tht è una sostanza biodegradabile, pur non essendo ancora possibile stabilire con precisione i tempi necessari alla sua completa degradazione nella falda. Tra i concetti più volte richiamati dai relatori anche quello secondo cui la diminuzione o la scomparsa dell’odore non rappresenta necessariamente un elemento sufficiente per escludere la presenza del contaminante, motivo per cui è stata evidenziata l’importanza di proseguire il monitoraggio.

Uno degli approfondimenti ha riguardato anche il tema dei Pfas. È stato ricordato che l’acqua potabile distribuita ad Antraccoli è alimentata anche dal campo pozzi di San Filippo, un’area già oggetto di monitoraggio da parte delle autorità competenti per la presenza di queste sostanze, note per la loro elevata persistenza nell’ambiente. Nel corso dell’incontro è stato precisato che non esistono elementi per collegare la vicenda del Tht a quella dei Pfas, ma che entrambe evidenziano l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla qualità delle acque e sullo stato delle falde della Piana di Lucca.

Tra gli argomenti affrontati anche quello dell’informazione ai cittadini. Nel dibattito è stato richiamato il recente consiglio comunale straordinario svolto in forma secretata, una scelta che, secondo quanto espresso dai promotori dell’iniziativa, non ha consentito alla cittadinanza di assistere a un confronto pubblico tra istituzioni, enti e tecnici su una vicenda che riguarda salute, ambiente e approvvigionamento idrico.

Nel corso dell’assemblea è stata inoltre ribadita la necessità di estendere la rete dell’acquedotto pubblico alle zone ancora non servite e di predisporre strumenti in grado di affrontare eventuali situazioni analoghe in futuro, attraverso procedure chiare, un monitoraggio costante della falda e, qualora necessario, interventi di bonifica. Temi che, secondo quanto emerso, hanno un obiettivo comune: garantire ai cittadini un’informazione puntuale e trasparente e consentire loro di seguire l’evoluzione della situazione.

L’incontro si è concluso con un ampio spazio dedicato alle domande del pubblico, confermando il forte interesse della comunità per una vicenda che, a distanza di mesi dalle prime segnalazioni, continua a suscitare interrogativi sul fronte ambientale e sanitario.

Nel corso della serata è stato ricordato anche il nuovo tavolo tecnico convocato per il 2 luglio. All’iniziativa non erano presenti rappresentanti dell’amministrazione comunale, ad eccezione di alcuni consiglieri di opposizione.