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Ucciso dal padre a fucilate: Mirko aveva la passione per la musica, aveva fatto un provino per ‘Amici’

Sui social usava il cognome della madre, con cui aveva un rapporto intenso. Sul corpo anche un tatuaggio con il nome del suo assassino

Sono dolorosi i dettagli sulla vita di Mirko Moriconi, il 24enne ucciso dal padre Piero insieme alla madre Keti Andreoni nella strage di Pieve di Camaiore. Sui profili social, dove amava condividere la sua grande passione per la musica e i brani da lui composti, il ragazzo aveva scelto di farsi chiamare Michelangelo Andreoni.

Un nome d’arte in cui aveva voluto fortemente il cognome della madre, alla quale era legatissimo e con cui compariva in numerose e tenere fotografie pubblicate in rete; un legame spezzato tragicamente, ma che lo vedeva comunque legato al padre, tanto da averne tatuato il nome sulla pelle.

Mirko era un ragazzo pieno di sogni, che esprimeva attraverso le sue canzoni pubblicate online. Una passione totalizzante che lo aveva spinto anche a tentare il grande salto nel mondo dello spettacolo, arrivando a sostenere un provino per entrare nella scuola del noto talent show Amici di Maria De Filippi. Sogni e ambizioni stroncati in un pomeriggio di follia all’interno della corte di via della Costa a Pieve di Camaiore.

Davanti a questi elementi, l’ipotesi degli inquirenti sul movente del duplice omicidio si concentra con sempre maggiore forza sulla pista dell’omofobia. Il risentimento profondo e l’assoluta incapacità di accettare l’omosessualità del figlio da parte di Piero Moriconi, uniti alla costante difesa del ragazzo da parte della madre, potrebbero essere stati il tragico innesco della furia del carpentiere, che ha armato la sua mano per un atroce bagno di sangue.

Sulla ipotesi di un delitto determinato dall’orientamento sessuale del giovane è intervenuto il consigliere comunale di Sinistra Con di Lucca, Daniele Bianucci: “Quanto accaduto annienta, lascia senza parole, con un senso di impotenza che si ferma al nodo della gola. Mirko aveva 24 anni e una vita davanti fatta di opportunità e felicità. Non è giusto e non possiamo permetterci di arrenderci”.