Il commento
|Sentenza definitiva per la strage di Viareggio, i familiari delle vittime: “Ma non c’è nulla da festeggiare”
Resta la soddisfazione per il verdetto che arriva dopo anni di battaglie e alla vigilia della commemorazione del prossimo 29 giugno
Diciassette lunghi anni fatti di aule di tribunale, chilometri percorsi, sofferenza e una determinazione d’acciaio che non è mai venuta meno. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato in via definitiva le condanne per l’ex amministratore delegato Mauro Moretti e per gli altri imputati, i familiari delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 hanno finalmente visto sancita quella verità che inseguivano da tempo. Un verdetto storico che chiude il capitolo giudiziario e che permetterà alla comunità di Viareggio di stringersi in un abbraccio ancora più profondo in vista delle imminenti celebrazioni per il diciassettesimo anniversario del disastro.
Lunedì prossimo, nel giorno del triste ricordo, un corteo attraverserà la città per confluire alla Casina dei Ricordi, il luogo simbolo dedicato alle vittime: qui, all’orario esatto in cui il convoglio carico di Gpl deragliò esplodendo nella stazione, i nomi dei trentadue angeli saranno letti uno ad uno, accompagnati dai solenni rintocchi di una campana. L’omaggio proseguirà il giorno successivo al Beach Stadium di Viareggio, che ospiterà un concerto organizzato dall’associazione onlus Il Mondo che vorrei.
La fine dei processi, tuttavia, non cancella il vuoto profondo lasciato da quella notte di fuoco, come ricordano con dignità e compostezza i sopravvissuti. Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie Stefania e i piccoli figli Luca e Lorenzo, ha espresso la sua gratitudine verso i magistrati, i legali e l’intera città di Viareggio che non ha mai abbandonato i familiari in questo estenuante percorso durato ben nove sentenze. Piagentini ha voluto dedicare un pensiero commosso anche alla giornalista e amica Donatella Francesconi, a un anno dalla sua scomparsa, rammaricandosi del fatto che non abbia potuto assistere al trionfo della giustizia per la quale tanto si era spesa con il suo lavoro. Sulla stessa linea Daniela Rombi, attuale presidente della onlus e madre di Emanuela, la giovane rimasta vittima del disastro: pur dicendosi sollevata per la conferma della colpevolezza degli imputati nei vari gradi di giudizio e auspicando che Moretti sconti effettivamente la sua pena in carcere, ha ribadito che non c’è nulla da festeggiare, perché nessuna sentenza potrà mai restituire i propri cari a chi li ha persi.
La costante e silenziosa presenza dei familiari a ogni singola udienza è stata il motore di una battaglia legale che ha fatto scuola. Per l’avvocato di parte civile Gabriele Dalle Luche la pronuncia della Suprema Corte mette finalmente un punto fermo a una vicenda infinita, mentre il collega Tiziano Nicoletti ha sottolineato l’importanza di fare tesoro di quanto emerso in questi anni di dibattimenti affinché l’esperienza drammatica di Viareggio serva a implementare la sicurezza sui binari e impedire che simili tragedie possano ripetersi in futuro.
Una mobilitazione che, come ricordato da Riccardo Antonini, ha visto la nascita e lo sviluppo della partecipazione attiva di un intero popolo che, fin dalle prime ore successive all’esplosione, ha preteso sicurezza e dignità, dimostrando come la tenacia e la forza della ragione possano conquistare risultati concreti e storici.


