La sentenza
|Alcol a minorenni e rissa fra avventori, il Tar conferma la chiusura per 7 giorni disposta dal questore
Respinto dal tribunale amministrativo il ricorso presentato da una nota discoteca di Forte dei Marmi a rischio recidiva
La sicurezza dei clienti e l’incolumità pubblica vengono prima degli affari. Con questo principio cardine la quarta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha respinto il ricorso presentato dalla società che gestisce una nota discoteca sul lungomare di Forte dei Marmi, confermando la piena legittimità del provvedimento di chiusura per sette giorni emesso dal questore di Lucca. La sospensione della licenza per i trattenimenti danzanti, impugnata dai legali del locale per evitare il rischio di una futura e definitiva revoca in caso di recidiva, era scattata a seguito di due gravissimi episodi di cronaca accertati dai carabinieri della locale stazione tra la fine del 2024 e il 2025.
Il campionario dei disordini emerso dai verbali dell’Arma fotografa una situazione fuori controllo dentro e fuori la pista da ballo. Nel primo dei due episodi contestati, i militari avevano soccorso all’esterno della struttura una ragazzina minorenne, trovata riversa a terra in stato di incoscienza a causa dell’alcol che le era stato somministrato all’interno del locale senza alcuna verifica sull’età. Quella stessa notte, l’atmosfera era degenerata in una serie di violente rissa tra diverse bande di giovani, nate all’interno della discoteca e proseguite in strada, durante le quali il personale della sicurezza privata si era dimostrato del tutto inidoneo ad arginare i disordini; i carabinieri avevano inoltre scoperto che due dei ‘buttafuori’ in servizio non erano nemmeno iscritti nell’apposito elenco prefettizio. Nel secondo episodio, invece, le forze dell’ordine erano dovute intervenire per bloccare una ragazza in evidente stato di agitazione psicomotoria dovuto a un mix letale di alcol e oppiacei, culminato con l’arresto della giovane e il ferimento di ben quattro militari.
I giudici del Tar fiorentino – collegio presieduto da Riccardo Giani con Luigi Viola consigliere estensore – non hanno usato mezzi termini nel bocciare le tesi della difesa del locale, che invocava il travisamento dei fatti e la violazione del principio di proporzionalità della sanzione, lamentando che la chiusura forzata avrebbe colpito i sabati sera in cui la struttura registrava il picco di presenze. La sentenza ha invece ribadito come l’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) conferisca al questore un potere tipicamente preventivo e cautelare, che prescinde dalla colpa diretta del titolare e che scatta davanti al semplice pericolo per l’ordine pubblico. Il gestore, si legge nell’atto, riveste una precisa posizione di garanzia e l’omessa vigilanza sull’età dei clienti a cui si vendono alcolici rappresenta una grave negligenza che mette a rischio la salute dei minori.
Per il locale della Versilia, d’altronde, non si tratta della prima violazione. I magistrati amministrativi hanno infatti ricordato che la stessa sezione del Tar aveva già respinto altri due ricorsi della medesima società tra marzo e maggio del 2025, relativi a precedenti e analoghi provvedimenti di sospensione firmati dalla questura di Lucca per episodi fotocopia. Alla luce di questa evidente continuità nelle turbative della sicurezza, la chiusura di sette giorni è stata giudicata persino una misura contenuta e proporzionata.
La discoteca, oltre a dover scontare il provvedimento, è stata condannata a pagare 3mila euro di spese di giudizio in favore del ministero dell’interno e della questura.


