La sentenza parziale
|Maxiappalto per il servizio di assistenza domiciliare diretta, Kcs perde il primo round al Tar
Presentata in ritardo la richiesta di accesso a parti omissate dei verbali di aggiudicazione a Progetto Persona. Nuova udienza a settembre
Si infiamma la battaglia legale attorno al maxiappalto indetto dal Comune di Lucca per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare diretta a favore di anziani e adulti inabili in condizioni di fragilità o non autosufficienza.
Una gara di rilievo assoluto per il welfare cittadino, bandita nel novembre del 2025 e vinta dalla cooperativa sociale onlus Progetto Persona. La seconda classificata, la Kcs Caregiver Cooperativa Sociale, non ci sta e ha deciso di trascinare l’amministrazione comunale davanti ai giudici amministrativi. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha però parzialmente frenato le pretese della ricorrente, dichiarando irricevibile una fetta consistente del ricorso per una questione di tempi non rispettati.
Al centro della contesa c’è il diritto di accesso agli atti di gara. La cooperativa Kcs, difesa dagli avvocati Enrico Di Ienno e Lucia Licata, ha contestato la decisione di Palazzo Orsetti di oscurare l’offerta tecnica presentata dai vincitori di Progetto Persona, una scelta giustificata dall’ente pubblico e dall’aggiudicataria con la necessità di tutelare segreti tecnici e commerciali. La ricorrente ha quindi chiesto al Tar l’ostensione integrale di tutti i documenti: non solo l’offerta tecnica senza alcun ‘omissis’, ma anche i verbali delle sedute riservate della commissione, le giustificazioni sull’eventuale anomalia del prezzo e le valutazioni di congruità firmate dal Responsabile unico del procedimento (Rup). Sia il Comune di Lucca – assistito dai legali Carmela Di Filippo e Maria Cristina Berti – sia la cooperativa controinteressata, difesa dagli avvocati Massimiliano Brugnoletti, Paolo Cavallo e Francesca Sciuto, si sono costituiti in giudizio eccependo il mancato rispetto dei termini stringenti imposti dalle nuove normative sugli appalti pubblici.
La prima sezione del Tar della Toscana, presieduta da Silvia La Guardia con Pierpaolo Grauso consigliere estensore, ha dato in parte ragione alle tesi difensive del Comune e di Progetto Persona. Nella sentenza non definitiva pubblicata, i magistrati fiorentini hanno rilevato come il nuovo Codice dei contratti pubblici preveda un rito ‘super accelerato’ proprio per impugnare le decisioni sull’oscuramento delle offerte. Secondo i giudici, Kcs avrebbe dovuto depositare il ricorso entro dieci giorni dalla comunicazione di aggiudicazione, avvenuta il 29 maggio 2026. Essendo stato formalizzato il deposito solo il 16 giugno, la richiesta di visionare le parti segretate dell’offerta tecnica è stata dichiarata irricevibile per tardività.
La partita giudiziaria non è comunque chiusa del tutto. Il Tar ha infatti specificato che il ritardo accumulato non cancella l’intero ricorso: i restanti capi della domanda, che riguardano l’accesso ai verbali delle sedute riservate, all’offerta economica e alle verifiche di congruità del Rup, restano in piedi.
Per queste specifiche richieste si applica il rito ordinario in materia di accesso, che prevede tempi meno serrati a tutela del diritto di difesa delle parti. I giudici amministrativi hanno quindi disposto la prosecuzione del giudizio per questa seconda parte della controversia, fissando la nuova udienza in camera di consiglio per il prossimo 24 settembre, quando si entrerà nel merito dei documenti non legati ai segreti commerciali.


