Logo
Al Pride di Milano e Napoli il ricordo di Mirko Moriconi, ucciso assieme alla madre

Alla sfilata lombarda un toccante minuto di silenzio per le due vittime. Schlein: “L’omotransfobia purtroppo uccide”

Una marea umana colorata, ma con il cuore stretto in un profondo dolore e nella richiesta di giustizia. I cortei del Milano Pride e del Napoli Pride si sono trasformati in un grandissimo momento di riflessione e memoria per Mirko Moriconi, il giovane di ventiquattro anni brutalmente ucciso a fucilate insieme alla madre dal padre.

Una tragedia immane che, sulla base dell’ipotesi che fra i moventi ci sia quello dell’omofobia, ha riacceso con forza il dibattito sui diritti e sulla sicurezza della comunità Lgbtqia+ in Italia.

All’Arco della Pace di Milano la commozione si è fatta tangibile quando la folla si è fermata per un toccante minuto di silenzio. A ricordare la vicenda, comparendo a sorpresa alla partenza del carro del Partito Democratico, è stata la segretaria dem Elly Schlein: “L’omotransfobia purtroppo uccide e penso che davanti a questa tragedia debba riflettere tutta la società e tutta la politica. Qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride: questo è il senso“, ha sottolineato con forza la leader del Pd.

La mobilitazione non è rimasta confinata alla sola Lombardia, ma ha unito idealmente tutto il paese nel segno del rifiuto della violenza di genere e dell’odio familiare. Dal palco di Napoli è stato ribadito come l’appuntamento di quest’anno si carichi di un profondo significato politico e sociale: un Pride schierato apertamente contro le guerre – con la sfilata solidale delle delegazioni dei Pride di Odessa e Beirut, città che stanno drammaticamente vivendo i conflitti in prima linea – ma soprattutto una marcia unita contro l’odio omotransfobico che continua a mietere vittime innocenti. “Sfileremo in ricordo e portando con noi in corteo Mirko e la mamma Kety, brutalmente massacrati“, è stato il messaggio lanciato dagli organizzatori del Pride di Napoli per ribadire che la lotta contro le discriminazioni e la violenza non può fare un solo passo indietro.