L'intervento
|Vulnerabilità della falda della Piana di Lucca, Europa Verde: “Il problema è serio e va trattato adeguatamente”
Il partito era presente all’assemblea nell’area sagra di Antraccoli: “Servono estensione di acquedotto e fognatura e meno consumo di suolo”
Assemblea sui pozzi di Antraccoli, interviene Europa Verde.
“Mercoledì (24 giugno, ndr) abbiamo partecipato, come Europa Verde, all’assemblea del Forum Acqua sì-cura, che verteva sull’inquinamento da tetraidrotiofene (Thr) rilevato nella falda di Antraccoli. L’assemblea è stata molto partecipata e ha previsto la partecipazione di esperti di vari ambiti in modo da sviscerare la situazione non solo della contaminazione da Tht, ma anche quella relativa ai Pfas, sostanze perfluoroalchiliche, che sono sempre più frequentemente rilevate nella Piana. Quello che si evidenzia, concetto esposto anche dagli esperti presenti in assemblea, è che la falda acquifera della Piana di Lucca soffre una particolare condizione di vulnerabilità. L’inquinamento da Tht, una sostanza tossica utilizzata come odorizzante per il gas metano, sul quale ora pende un’indagine della procura per accertarne le responsabilità, dimostra la facilità con cui la falda, da cui tutt’ora molte persone attingono l’acqua ad uso potabile, possa inquinarsi. Lo stesso dicasi per i Pfas, inquinanti ubiquitari di origine esclusivamente antropica, che possono essere cancerogeni o interferenti endocrini. Una tale situazione dovrebbe essere riconosciuta dall’amministrazione comunale di Lucca, che invece non ha saputo fare di meglio che secretare il consiglio comunale straordinario richiesto meritoriamente dai consiglieri di opposizione: una decisione francamente incomprensibile, un affronto alla partecipazione dei cittadini, che si sono organizzati e hanno messo in piedi una bellissima iniziativa, proprio quella di cui una città alle prese con problematiche serie ha bisogno”.
“Riteniamo che la questione dei frequenti inquinamenti della falda acquifera della Piana non possa essere trascurata: da decenni uno sviluppo urbanistico e industriale ben poco razionale grava su di essa, e quello che succede è che stiamo raccogliendo i frutti di ciò che abbiamo seminato in passato – prosegue Fidia Pardini – Non possiamo accettare di vivere costantemente nell’emergenza, non possiamo pensare di risolvere il problema della fornitura di acqua potabile semplicemente ricorrendo all’acquisto di acqua minerale in bottiglia (anch’essa frequentemente soggetta all’inquinamento da Pfas e microplastiche), bisogna prendere atto che il problema è serio e va trattato adeguatamente. A cominciare ad esempio dalla fornitura di acquedotto e fognature nelle zone coinvolte dall’inquinamento (a Picciorana attualmente mancano entrambi), dalla revisione di opere pubbliche che consumano ulteriormente il territorio mettendo a rischio la falda (vedi assi viari) e dalla promozione di un sistema meno consumista e meno energivoro. Questa è la visione che, a nostro avviso, dovrebbe avere un’amministrazione comunale lungimirante, questa è la protezione e la valorizzazione del nostro amato territorio, che dovrebbe essere portata avanti con i fatti, non solamente a parole”.


