La sentenza provvisoria
|Niente ricorso in via d’urgenza per la gara per il trattamento del rifiuto organico
Il Tar ha respinto la richiesta della Montello Spa contro l’affidamento del servizio alla Rti Albe: atti presentati prima dell’aggiudicazione
Una parziale ma significativa battuta d’arresto procedurale per la Montello Spa nella complessa battaglia legale legata alla maxi-gara europea per la gestione dei rifiuti organici indetta da RetiAmbiente Spa, la società in house che cura il servizio per l’Ato Toscana Costa comprendente anche il territorio di Lucca. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, presieduta da Silvia La Guardia, ha infatti pubblicato oggi una sentenza non definitiva con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso accelerato proposto dall’azienda seconda classificata, rimandando la discussione del merito al prossimo autunno.
La vicenda affonda le radici nella procedura aperta lo scorso gennaio da RetiAmbiente per l’affidamento del servizio di trasporto, trattamento e recupero della Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani). La commissione giudicatrice, ad aprile, aveva proposto l’aggiudicazione dei lotti 2 e 3 al raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Albe Srl (e composto da Belvedere, Autotrasporti Mozzi e Plures), che aveva scalzato la Montello per meno di un punto di scarto. Di qui la richiesta della seconda classificata di accedere integralmente all’offerta tecnica dei concorrenti; istanza a cui si era opposta la capofila Albe per tutelare i propri segreti industriali. RetiAmbiente aveva infine optato per una soluzione di compromesso, trasmettendo la relazione tecnica ma oscurando i dati quantitativi e numerici sulle performance dell’impianto.
Contro questo oscuramento parziale la Montello era insorta al Tar del capoluogo toscano lo scorso 26 giugno, invocando lo speciale rito accelerato in materia di appalti previsto dal codice dei contratti pubblici. I giudici fiorentini (relatore il primo referendario Davide De Grazia), accogliendo i rilievi emersi durante la camera di consiglio del 9 luglio, hanno però evidenziato un vizio nei tempi del ricorso. Questa particolare corsia preferenziale della giustizia amministrativa può essere attivata solo dopo la formale comunicazione dell’aggiudicazione, atto che nel caso specifico è stato notificato ai partecipanti soltanto il primo luglio, mentre il ricorso era stato depositato in anticipo.
Per l’effetto, il Tar Toscana ha dichiarato inammissibile l’azione avviata secondo la procedura d’urgenza dell’articolo 36 del decreto legislativo 36 del 2023. La partita legale non è comunque affatto chiusa: la legittimità dell’operato di RetiAmbiente e il reale diritto della ricorrente a visionare i dati coperti da segreto commerciale verranno vagliati nel merito secondo i binari del rito ordinario sull’accesso ai documenti amministrativi. Il tribunale ha già fissato la nuova udienza in camera di consiglio per il prossimo 8 ottobre, giorno in cui si deciderà se i contenuti tecnici della gara dovranno essere interamente svelati.


