Il dibattito
|Due morti in due giorni al carcere di San Giorgio, Fp Cgil: “Non è più tempo di cordoglio”
Dalla salute mentale dietro le sbarre alla carenza di agenti di polizia penitenziaria: “Alle tante parole ora seguano i fatti”
Due morti in due giorni al carcere di San Giorgio, la posizione di Fp Cgil.
“In appena due giorni il carcere San Giorgio di Lucca ha registrato due decessi – spiega il sindacato – Mercoledì 15 luglio un detenuto di 24 anni, ristretto in custodia cautelare, si è tolto la vita nella sezione isolamento, dopo essere stato dimesso dal reparto psichiatrico dell’ospedale e ricondotto in cella. Giovedì 16 luglio un secondo detenuto, tra i 35 e i 40 anni, è stato trovato senza vita durante il consueto giro di controllo del personale di polizia penitenziaria. La Fp Cgil di Lucca non può accogliere queste due tragedie come semplice cronaca. Sono il sintomo di un sistema al collasso, e vanno lette insieme, non separate. Un carcere al limite”.
“Secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, il San Giorgio registra il tasso di sovraffollamento più alto d’Italia: il 247% della capienza regolamentare. Numeri che significano celle stipate, spazi comuni insufficienti, tempi di attesa dilatati per ogni bisogno, dalla visita medica al colloquio con lo psicologo. In queste condizioni, la gestione di detenuti con fragilità psicologiche (come nel caso del ventiquattrenne suicida) diventa quasi impossibile, qualunque sia la buona volontà di chi lavora sul campo. Il personale non regge più”.
“Il sovraffollamento dei detenuti si specchia, all’esatto opposto, nella carenza cronica di organico della polizia penitenziaria – spiega il sindacato – e di tutte le figure che dovrebbero garantire una detenzione dignitosa: educatori, psicologi, personale sanitario e amministrativo. Il risultato sono turni massacranti, agenti costretti a coprire mansioni multiple, presidi di ascolto e prevenzione del rischio suicidario ridotti all’osso. Non si tratta di un problema locale isolato, ma della sotografia di una scelta politica nazionale che da anni rimanda gli investimenti necessari sull’edilizia penitenziaria, sulle piante organiche e sui servizi di salute mentale in carcere”.
“Le richieste della Fp Cgil sono – dice il sindacato – un piano straordinario di assunzioni per la polizia penitenziaria e per le figure sanitarie ed educative, commisurato ai reali fabbisogni degli istituti sovraffollati; il potenziamento dei presidi di salute mentale interni al carcere, con particolare attenzione alla presa in carico dei soggetti a rischio suicidario, anche nelle fasi di rientro da ricoveri psichiatrici; interventi immediati per ridurre il sovraffollamento, attraverso misure alternative alla detenzione dove applicabili e un adeguamento strutturale degli spazi; la nomina, sollecitata anche dalle istituzioni locali, di un garante dei detenuti per il territorio lucchese; un tavolo di confronto urgente tra amministrazione penitenziaria, sindacati e istituzioni locali per affrontare la situazione del San Giorgio prima che si ripeta l’irreparabile. Non è più tempo di cordoglio“.
“Ogni morte in carcere, per suicidio o per cause naturali che restano da accertare con la dovuta autopsia, è una sconfitta dello Stato – conclude la Fp Cgil – La Fp Cgil si unisce alle voci di chi, in questi giorni, chiede che alle parole seguano finalmente i fatti: non bastano più le espressioni di cordoglio ripetute a ogni tragedia. Serve un impegno concreto e immediato per garantire condizioni di lavoro dignitose a chi opera negli istituti penitenziari e condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani per chi vi è recluso”.


