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Studentesse lucchesi faccia a faccia con l’orso: “Siamo state noi a invadere il suo habitat”

Un attimo di paura, poi l’animale ha risalito la montagna: “Nessun segno di aggressività, era spaventato dalla nostra presenza”

“Alla fine non è stato lui a invadere il nostro habitat ma siamo state noi a invadere il suo”. 

Non è stata affatto una disavventura quella di Alia e Jana Marano, le sorelle lucchesi di 23 e 19 anni che hanno avuto un incontro ravvicinato con un orso a Carona, in Val Brembana, dove erano per una vacanza da amici di famiglia.

Alia e Jana Marano con la madre Ilka subito dopo l'incontro con l'orso

Era giovedì (23 luglio) intorno alle 11 e nella mattinata le sorelle avevano deciso di allontanarsi un po’ dal gruppo per fare il bagno nel torrente Brembo, sotto Pagliari, un paesino della zona.

A parlare è Alia, la sorella più grande, studentessa in biologia all’università di Pisa: “Inizialmente ci siamo incamminate – dice – e abbiamo trovato un po’ di persone, abbiamo proseguito e trovato una spiaggia senza nessuno e ci siamo accampate. Da lì dove eravamo si intravedeva una cascata e così ho deciso di andare a vedere, sono arrivata praticamente sotto e a quel punto ho chiesto a mia sorella di andare a prendere il telefono per fare una foto“.

A quel punto è accaduto l’inatteso: “Jana dopo 10 minuti è tornate e proprio nel momento in cui arrivava ha visto spuntare l’orso. Ha urlato il mio nome per avvertirmi e io mi sono vista spuntare, alla mia destra, questo orso bellissimo, enorme, che era a 10-15 metri da me. Ovviamente ho avuto un attimo di paura, ma lui era talmente spaventato dalla nostra presenza che con pochi balzi ha attraversato il fiume, salito la parte quasi verticale ed è andato su per la montagna. A quel punto quando l’orso era già su è arrivata anche mia mamma che è riuscita a fare il filmato”.

“Io – spiega Alia – studio biologia, faccio avvistamenti, soprattutto in mare, avevo con me una bussola, ho più o meno calcolato la direzione verso cui si è diretto l’orso e in seguito ho riferito tutto nei dettagli alla polizia provinciale. Questa non è una zona di orsi, anche se qualche volta ne sono stati visti passare. L’ultimo avvistamento è del 2012, ma molto più in altro, sui 2mila metri, mentre noi eravamo circa a 1200 metri”.

Il ricordo dell’episodio, comunque, non è traumatico, anche a mente fredda: “Quando l’ho visto – spiega Alia – ho avuto una microfrazione di panico e paura. Però in passato mi ero informata e avevo visto dei video sul comportamento da tenere, sull’etologia degli animali. Sapevo che non avrei dovuto correre, per questo, a parte l’urlo iniziale di mia sorella, siamo restate ferme e serene e lui se n’è andato tranquillamente. Non ha avuto nessun segno di aggressività verso di noi. L’importante è che sia andato tutto bene: d’altronde eravamo noi che eravamo nel suo habitat. Non era lui l’intruso, ma eravamo noi”.

“Impossibile – prosegue Alia – che non sia accorto di noi, anzi nel video si vede per una frazione che si gira in basso a destra. Gli orsi d’altronde hanno dei sensi sviluppatissimi. Non gli è passato mai per la testa di attaccare o altro: se uno ha un comportamento corretto e adeguato e non si è in presenza di cuccioli i rischi per gli uomini sono limitati. In questo caso si trattava di un maschio adulto o subadulto di 2-4 anni”.

Alia e la sorella Jana, che quest’anno ha fatto la maturità e vuole anche lei studiare scienze naturali, sono subito diventate popolari in paese, nella Valle e poi in tutta la Lombardia per l’episodio: “In poche ore – scherza Alia – la valle sapeva di questa cosa che ci era successa. La sera siamo andate a prendere un gelato in paese e tutti volevano sapere dell’episodio”.

Che resta e resterà un aneddoto da tramandare a figli e nipoti per le ragazze e per la madre Ilka, l’autrice del video. Ma con un messaggio chiaro: non toccate quell’orso o gli altri suoi simili. In fondo il bosco è principalmente casa loro. 

Qui il video dell’orso sulla montagna