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Marito e moglie gestiscono un’estesa attività di spaccio: in carcere dopo le indagini della polizia

L’attività è nata nel 2024 dal decesso di un uomo di 57 anni dopo aver assunto cocaina. Arrestati altri tre pusher

La Squadra Mobile della questura di Lucca ha dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dei due soggetti nell’ambito di un procedimento penale per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha trovato genesi a Lucca nel 2024, dal decesso di un uomo di 57 anni, avvenuto per un’insufficienza cardiaca acuta correlata ad un’assunzione di cocaina. La successiva attività investigativa e l’escussione di alcuni testimoni, ha portato all’individuazione di una donna e del marito, che sono risultati essere i fornitori a cui la vittima si era rivolta la sera precedente al decesso. Nel corso delle successive indagini è emerso in modo chiaro che la coppia gestiva un’articolata attività di spaccio di cocaina e hashish, collaborando nell’attività di spaccio con due soggetti magrebini, dai quali ricevevano la cocaina da destinare all’attività di spaccio. La scelta di operare in concorso fra loro ha consentito di ‘servire’ un ampio bacino di utenza.

Nell’ambito dell’attività investigativa è stato anche arrestato un cittadino marocchino, per aver detenuto 16 dosi di cocaina per un peso lordo di 19,93 grammi e 7 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di 543,25 grammi e la somma di 15.670 euro, provento dell’attività di spaccio. Sempre nel corso dell’attività investigativa, sono stati arrestati altri due soggetti di origine marocchina, poiché trovati in possesso di hashish per un peso complessivo di 5 chili. 

Nel corso dell’attività investigativa è emerso che, a partire dalla fine di dicembre 2024, i cinqu spacciatori si sono separati, continuando nell’attività di spaccio in modo autonomo.

I riscontri probatori ottenuti hanno permesso agli investigatori di richiedere un’idonea misura cautelare che è stata così emessa con ordinanza del Gip al tribunale di Lucca nel giugno scorso. La scaltrezza degli spacciatori, unita al fatto che fossero tutti senza fissa dimora, ha reso difficoltose le attività di rintraccio degli stessi, fino alla giornata odierna.

Al termine delle operazioni di rito, l’uomo è stato condotto al carcere di Lucca, mentre la donna a quello di Sollicciano.