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Raggiri da migliaia di euro anche in provincia di Lucca: sequestrati beni per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro

Una operazione della Guardia di Finanza di Padova ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per i sei componenti di un’associazione a delinquere specializzata in truffe ed estorsioni ‘porta a porta’ ai danni di anziani. Il sodalizio criminale, ben radicato nel territorio padovano ma operativo in gran parte del paese, ha colpito oltre 1.200 vittime vulnerabili, tra le quali figurano molte persone sole e pensionate residenti anche in provincia di Lucca.

L’indagine delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Ppocura padovana, trae origine dai controlli sul territorio che avevano evidenziato l’anomalo e sfarzoso tenore di vita di alcuni soggetti, soliti frequentare la movida a bordo di supercar a fronte di redditi dichiarati minimi. La successiva analisi sulle attività della loro società ha svelato una clientela composta interamente da donne anziane e ultrasessantenni. Attraverso elenchi nominativi acquistati sul mercato, i venditori hanno individuato le vittime ideali per poi presentarsi alla loro porta. Una volta all’interno delle abitazioni, facendo leva sulla persuasione o inventando presunti obblighi contrattuali pregressi, li hanno costretti ad acquistare casalinghi di scarso valore – come ferri da stiro, set di pentole, materassi ed elettrodomestici – a prezzi stellari, compresi tra i 5mila e i 7mila euro.

Per consentire i pagamenti, spesso a carico di persone che vivevano con la pensione minima, gli indagati facevano sottoscrivere finanziamenti ad hoc, incassando sia enormi ricarichi sui beni che le provvigioni delle società di credito. In diversi casi i truffatori si ripresentavano a distanza di tempo dalle vittime più fragili, rimodulando i finanziamenti e minacciando azioni legali o contenziosi in caso di rifiuto.

L’articolata attività investigativa ha portato all’emissione di misure cautelari personali per i promotori e al sequestro preventivo di beni di lusso, gioielli, immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Il quadro indiziario, già confermato in sede di riesame, si avvia ora verso la fase processuale.