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Tradito dai prelievi con la Postepay del padre in Indonesia: in carcere condannato per violenza sessuale e rapina

Il 42enne Jonathan Fallani deve scontare la pena per il reato ai danni di una prostituta commesso a Massarosa nel gennaio 2021

Tradito dai prelievi effettuati con la carta Postepay del padre a Bali, un uomo residente a Massarosa è stato catturato ed arrestato al suo rientro in Italia dopo oltre un anno di latitanza. Si tratta di Jonathan Fallani, fiorentino di 42 anni e condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per violenza sessuale e rapina con l’uso di un’arma, reati commessi a Massarosa nel gennaio del 2021.

La vicenda prende le mosse dalle gravissime condotte contestate all’uomo e accertate nel corso delle fasi processuali: dopo aver minacciato con un coltello a serramanico e colpito con schiaffi e pugni una prostituta all’interno di un’abitazione, la costrinse a subire un rapporto sessuale, provocandole lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. Contestualmente, l’uomo si era impossessato della somma di 500 euro custodita all’interno di un cassetto. Dopo l’arresto iniziale, con una permanenza di cinque mesi in carcere e oltre un anno ai domiciliari, nel luglio del 2023 la Procura della Repubblica di Lucca ha emesso l’ordine di carcerazione a seguito dell’inammissibilità del ricorso in Cassazione che ha reso definitiva la condanna del tribunale di Lucca confermata in appello.

I carabinieri della stazione di Massarosa, incaricati dell’esecuzione del provvedimento, non avevano però trovato l’uomo presso la propria abitazione né altrove, dando così avvio alle ricerche per stato di latitanza. Conoscendo il profilo del soggetto – privo di un’occupazione lavorativa e fino a quel momento sempre vissuto con i genitori – i militari dell’Arma hanno ipotizzato che l’uomo non fosse in grado di sostenere autonomamente i costi della fuga.

Dagli approfondimenti investigativi condotti dai Carabinieri è così emerso un dettaglio decisivo: la carta Postepay intestata al padre dell’uomo registrava ricariche mensili per circa 1500 euro, a cui facevano seguito sistematici prelievi in contanti effettuati da sportelli bancomat nella città di Denpasar, nella provincia di Bali, in Indonesia. I successivi riscontri documentali ottenuti tramite il circuito Western Union hanno consentito di raccogliere le prove sull’uso diretto della tessera da parte del latitante, permettendo di individuare sia il numero di cellulare locale in uso all’uomo sia la struttura alberghiera in cui alloggiava.

Attivata nel mese di ottobre 2024 la procedura di ricerche internazionali da parte della procura lucchese, e pur in assenza di un trattato specifico di estradizione tra Italia e Indonesia, le autorità locali hanno emesso un decreto di espulsione scortando l’uomo alla frontiera aerea. Sbarcato all’aeroporto di Fiumicino è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine e trasferito direttamente al carcere di Civitavecchia per scontare la pena residua.