Il decalogo
|Fine estate, boom nella ricerca di funghi. I consigli per evitare di trovarsi in difficoltà
Le regole del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano in caso di smarrimento del sentiero o di incidenti: dall’equipaggio all’app sul cellulare
Con i primi ritrovamenti di funghi nei boschi scattano immancabilmente anche le prime chiamate d’emergenza e i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano hanno deciso di lanciare un fermo richiamo alla prudenza per un’attività che nasconde insidie spesso sottovalutate.
Gli interventi registrati nelle ultime 48 ore si sono fortunatamente conclusi con un esito positivo grazie alla tempestività dei soccorritori, ma la facilità con cui ci si approccia alla ricerca dei funghi continua a preoccupare gli esperti, sopratutto quando la scarsa familiarità con i luoghi porta a smarrire l’orientamento già dopo poche ore di cammino.
Per evitare che una piacevole camminata tra la vegetazione si trasformi in un incubo o in una tragedia, il Soccorso Alpino ha diffuso una guida pratica con le regole fondamentali da seguire sul territorio prima e durante la ricerca.
In primo luogo è fondamentale comunicare sempre a qualcuno l’itinerario previsto e l’area di destinazione senza apportare variazioni al programma e ricordandosi di avvisare una volta rientrati a casa, evitando per quanto possibile le uscite in solitaria. Quando ci si muove in gruppo è necessario mantenere costantemente a vista i soggetti più vulnerabili, come anziani e bambini.
Sul fronte della dotazione tecnologica, occorre partire con uno smartphone completamente carico, affiancato da un powerbank di riserva, tenendo sempre presente che all’interno delle aree boschive la copertura di rete può risultare assente o discontinua. A questo proposito viene consigliato di installare sul proprio telefono l’applicazione gratuita GeoResQ, strumento gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che consente di inviare la richiesta di aiuto fornendo direttamente la posizione geografica ai soccorritori.
L’equipaggiamento tecnico gioca un ruolo decisivo per la sicurezza personale: è indispensabile indossare idonei scarponi da montagna ed evitare nel modo più assoluto gli stivali di gomma che, non garantendo stabilità alla caviglia e aderenza al terreno, risultano purtroppo coinvolti nella maggior parte degli incidenti gravi o mortali. Completano il corredo obbligatorio i pantaloni lunghi, una giacca o un capo impermeabile, una pila frontale e un abbigliamento dai colori accesi e ben visibili, bandendo le divise mimetiche che rendono difficilissimo il rintraccio visivo di chi si trova in difficoltà.
Nello zaino è opportuno inserire una scorta sufficiente di acqua, alimenti leggeri, un kit per il primo soccorso e un telo termico alluminato o una mantellina adatta ad affrontare soste prolungate o un’eventuale notte all’addiaccio. È altresì fondamentale consultare attentamente i bollettini meteorologici prima di mettersi in viaggio ed evitare di prolungare la permanenza nei boschi fino al sopraggiungere dell’imbrunire.
Qualora si dovesse smarrire la traccia principale, la prima raccomandazione è quella di tentare di ripercorrere a ritroso i propri passi fino a riprendere il sentiero noto, evitando di vagare alla cieca. Se il rientro in autonomia non fosse possibile, la scelta più saggia è quella di fermarsi, cercare un riparo dal vento e attendere l’arrivo delle squadre di ricerca, risparmiando energie e agevolando la localizzazione tramite i sistemi Gps integrati nei dispositivi mobili.
In caso di necessità occorre contattare immediatamente il numero unico delle emergenze 112, specificando di trovarsi in una zona montana o impervia e fornendo l’indicazione del comune e i riferimenti territoriali più precisi possibili.


