La sentenza
|Tre vittime nelle scontro mortale sulla Pesciatina: maxirisarcimento alla famiglia del 16enne morto in scooter
Sentenza di primo grado sulle responsabilità civili dell’incidente dell’1 giugno 2020. La moto con gli altri due deceduti viaggiava a 165 km/h
Un tragico scontro stradale lungo la via Pesciatina a Lunata, nel comune di Capannori, si chiude con una sentenza di primo grado del tribunale civile di Lucca che stabilisce le responsabilità e il risarcimento per la morte del giovanissimo conducente di uno scooter. Il giudice Ilaria Chianca ha depositato la decisione relativa all’incidente che l’1 giugno 2020 vide coinvolti una moto Bmw di grande cilindrata e un ciclomotore Honda.
Nello scontro persero la vita sia il giovane alla guida dello scooter, un sedicenne del posto, sia il passeggero e il conducente del motoveicolo. Secondo la ricostruzione emersa dalla consulenza tecnica d’ufficio e accolta dal tribunale, la moto viaggiava a una velocità accertata di circa 165 chilometri all’ora, oltre il triplo del limite di 50 km/h previsto nel tratto urbano, e procedeva verso il centro della carreggiata. Lo scooter ha invece intrapreso la manovra di svolta a sinistra verso via del Chiasso a una velocità contenuta di circa 20 km/h, senza concedere la dovuta precedenza al mezzo proveniente in senso contrario.
Il giudice ha stabilito un concorso di colpa, attribuendo l’80% della responsabilità al conducente della Bmw per l’estremo eccesso di velocità e la traiettoria non aderente al margine destro, e il restante 20 per cento al conducente dello scooter per non essersi arrestato prima di occupare la corsia opposta. Sebbene lo scontro fosse inevitabile a causa della ridotta distanza, il perito ha evidenziato come l’andatura sconsiderata della moto abbia determinato la gravità mortale dell’impatto.
All’esito del giudizio, la compagnia assicuratrice e gli eredi del motociclista sono stati condannati in solido a risarcire i familiari della giovane vittima — i genitori e il fratello — per una somma complessiva pari a oltre 744mila euro a titolo di danno da perdita del rapporto parentale, danno biologico di natura psichica e spese patrimoniali sostenute, detraendo gli acconti già versati in sede stragiudiziale.
Il tribunale ha invece rigettato le richieste relative al presunto danno da lucro cessante aziendale e al danno tanatologico. Le spese di lite sono state poste a carico dei convenuti, mentre i costi delle perizie tecniche sono stati compensati tra le parti.


