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Resta invalido al 55% dopo l’incidente in moto contro un’auto, ma la colpa è sua: niente risarcimento

Anche l’appello conferma la sentenza di primo grado: a causare lo scontro l’eccessiva velocità e una traiettoria scorretta in c

La Corte d’Appello di Firenze ha rigettato il ricorso presentato da un motociclista che chiedeva la riforma della sentenza del tribunale di Lucca e il risarcimento dei danni per un grave incidente stradale avvenuto il 25 dicembre 2017 a Pietrasanta, lungo via Pontenuovo. Il collegio giudicante, presieduto e relazionato dalla dottoressa Carla Santese, ha confermato integralmente quanto stabilito in primo grado, attribuendo la responsabilità esclusiva del sinistro alla condotta imprudente del centauro.

L’incidente si era verificato su un tratto di strada urbano a carreggiata ridotta — larga appena 3,80 metri —, dove la moto condotta dal ricorrente si era scontrata frontalmente con una monovolume. A causa del violento impatto, l’uomo aveva riportato lesioni gravissime, con un’invalidità permanente stimata al 55%, sollecitando un maxirisarcimento di oltre 783mila euro nei confronti della proprietaria del veicolo e della compagnia assicuratrice. La tesi difensiva dell’appellante sosteneva l’invasione di corsia da parte dell’autovettura e lo spostamento del mezzo dopo l’impatto per alterare i rilievi, chiedendo anche la rinnovazione della consulenza tecnica.

Tuttavia, le perizie tecniche d’ufficio e la testimonianza del conducente di un Ape Piaggio che seguiva l’automobile hanno ricostruito una dinamica opposta. Secondo quanto accertato, la vettura procedeva a velocità estremamente moderata e ridosso del proprio margine destro, fermandosi quasi contemporaneamente all’urto. Al contrario, il motociclista stava viaggiando a una velocità superiore al limite consentito di 50 km/h (stimata intorno ai 63 km/h) e ha impostato la curva troppo al centro della strada, perdendo il controllo del mezzo prima dell’impatto e rendendo impossibile qualsiasi manovra evasiva. Inoltre, la presenza di un frammento di parasassi incastrato sopra la ruota della macchina ha smentito l’ipotesi che il veicolo fosse stato spostato artificialmente dopo lo scontro.

Respinte tutte le doglianze sul presunto concorso di colpa del conducente dell’auto, i giudici fiorentini hanno confermato che l’evento è stato causato unicamente dall’eccesso di velocità e dall’incauta traiettoria del centauro. L’uomo, pur essendo stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, è stato condannato alla rifusione delle spese legali del secondo grado di giudizio in favore delle controparti, liquidate in oltre 22mila euro per ciascuna parte costituita, oltre al versamento dell’ulteriore contributo unificato.