Andrea Lanfri pronto a scalare il secondo Ottomila della sua carriera: obiettivo Manaslu
L’alpinista lucchese, primo atleta pluriamputato al mondo ad aver raggiunto la vetta dell’Everest, è partito per il Nepal il 28 agosto
Andrea Lanfri è tornato in Himalaya.
L’alpinista lucchese, primo atleta pluriamputato al mondo ad aver raggiunto la vetta dell’Everest, è partito dall’Italia lo scorso 28 agosto diretto in Nepal, dove nelle prossime settimane proverà a raggiungere gli 8163 metri del Manaslu, l’ottava montagna più alta della Terra.
Per Lanfri sarà il secondo Ottomila della carriera, quattro anni dopo la vetta dell’Everest, raggiunta il 13 maggio 2022. Una nuova spedizione che nasce prima di tutto dalla volontà di accumulare esperienza in alta quota e verificare sul terreno il percorso di crescita compiuto negli ultimi anni.
“Questa spedizione al Manaslu nasce soprattutto con un obiettivo: fare esperienza e affrontare il mio secondo Ottomila. È un passo importante nel mio percorso in alta quota e un’occasione per continuare a crescere, sia dal punto di vista tecnico che personale”, racconta Andrea Lanfri.
Partito da solo dall’Italia, una volta in Nepal Andrea si unirà ad alcuni amici nepalesi con i quali affronterà la via normale del Manaslu. Dopo il trekking di avvicinamento fino al campo base inizierà la fase propriamente alpinistica della spedizione, con l’acclimatamento, le rotazioni verso i campi alti e infine, condizioni della montagna e meteorologiche permettendo, il tentativo di vetta.
Andrea rimarrà in Nepal fino a metà ottobre, dedicando queste settimane interamente alla montagna e alla gestione di un’esperienza che vuole essere soprattutto un nuovo passaggio nel suo apprendistato sugli Ottomila.
Un banco di prova dopo l’Everest
“Questa sarà la mia seconda esperienza su un Ottomila e sono curioso di mettere alla prova tutto il lavoro svolto dopo l’Everest. In quest’ultimo anno sono cresciuto molto, sia dal punto di vista fisico sia sotto l’aspetto tecnologico, grazie ai miglioramenti apportati alle mie protesi e all’attrezzatura. Sarà interessante capire quanto questi progressi potranno fare la differenza in un ambiente così estremo”.
Per un alpinista con amputazione bilaterale transtibiale e sette dita delle mani amputate, ogni dettaglio assume infatti una rilevanza particolare: dalla risposta delle protesi alle basse temperature alla gestione del terreno, dall’autonomia durante le lunghe giornate in quota fino all’efficienza complessiva dei materiali. Il Manaslu sarà quindi anche un importante terreno di verifica per soluzioni maturate attraverso anni di esperienza.
Pensando al K2
La spedizione nepalese guarda però anche più lontano. Tra le montagne che affascinano maggiormente Lanfri c’è infatti il K2, 8.611 metri, la seconda montagna più alta del Pianeta.
“Sto già iniziando a guardare oltre e, tra i progetti che mi affascinano di più, c’è il K2. È una montagna a cui penso da tempo: non è ancora una decisione definitiva, ma è un obiettivo su cui sto lavorando e che sto valutando con grande attenzione”
Il Manaslu diventa così un passaggio importante anche in questa prospettiva: un altro Ottomila sul quale confrontarsi con la quota, l’acclimatamento, il freddo, la fatica e la gestione di una spedizione lunga diverse settimane.
Chi è Andrea Lanfri
Nato a Lucca nel 1986, Andrea Lanfri è alpinista ed ex atleta della Nazionale paralimpica italiana di atletica leggera.
Nel 2015 una meningite fulminante con sepsi meningococcica cambia radicalmente la sua vita, portando all’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio e di sette dita delle mani. Pochi mesi dopo torna allo sport e inizia a correre con le protesi, arrivando rapidamente all’atletica internazionale.
Con la maglia azzurra conquista, tra gli altri risultati, l’argento nella staffetta 4×100 ai Mondiali paralimpici di Londra 2017, oltre a diverse medaglie europee, stabilendo primati italiani nella velocità.
Conclusa la carriera paralimpica agonistica, torna sempre più intensamente alla sua grande passione: la montagna.
Dopo numerose salite sulle Alpi e diverse spedizioni internazionali, il 13 maggio 2022 raggiunge gli 8.849 metri dell’Everest, insieme alla guida alpina Luca Montanari, diventando il primo atleta con amputazioni multiple al mondo a raggiungere la vetta della montagna più alta della Terra, risultato riconosciuto dal Guinness World Records.
Negli stessi anni porta avanti il progetto My7Summits, con l’obiettivo di raggiungere le montagne più alte dei sette continenti. Dopo Everest, Kilimangiaro, Aconcagua, Kosciuszko, Denali ed Elbrus, all’appello rimane oggi soltanto il Monte Vinson, in Antartide.
Nel 2026 Andrea ha scelto di mettere temporaneamente in pausa il progetto per concentrarsi su altre esperienze, a partire proprio dal Manaslu.
“Lo sguardo è sempre rivolto anche al futuro. Il progetto Seven Summits, che quest’anno ho deciso di mettere temporaneamente in pausa, resta uno dei miei grandi obiettivi. L’intenzione è quella di riprenderlo e, se tutto andrà come previsto, nel 2027 provare a completarlo con l’ultima vetta che manca”.


