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Hiv, a Lucca 13 nuovi casi: l'85% sono maschi

Schermata 2018 12 03 a 14.43.09Nessun caso di morte nel 2018, fortunatamente, ma occorre mantenere alta l'attenzione poiché il virus dell'Hiv è tutt'altro che debellato. Questo è quanto emerge dai dati presentati questa mattina (3 dicembre) a Palazzo Ducale nell'ambito delle iniziative in occasione della Giornata mondiale per la lotta all'Aids. Secondo i dati raccolti dall'Asl Toscana nord ovest, al 30 novembre scorso, su tutto il territorio provinciale si sono verificati 13 nuovi casi di infezione da Hiv, di cui tre notificati come casi di Aids. Dai dati emerge una sostanziale stabilità per quanto riguarda il numero delle persone che si scoprono siero positive ogni anno. E proprio per questo motivo, le campagne di sensibilizzazione si stanno moltiplicando. L'occasione infatti è stata buona per presentare anche un progetto destinato agli studenti delle scuole superiori lucchesi dal titolo Ultimora-Multimedialucca per la lotta all'Aids in cui gli studenti. Grazie a questo progetto i ragazzi, dopo una prima fase di formazione con gli esperti della Asl, saranno invitati a progettare una campagna di sensibilizzazione rivolta ai loro coetanei.

"Dopo un costante aumento nel 2013 e 2014, negli ultimi 4 anni si è assistito ad un moderato calo nel numero di nuove infezioni - spiega Michele De Gennaro, dirigente della struttura di malattie infettive ed epatologia e responsabile dell'ambulatorio dell'ospite immunicompromesso -. I datti attuali mostrano una netta prevalenza nel sesso maschile (85%) che ha contratto l'infezione nel 100% dei casi a seguito di rapporti promiscqui, sia omo che etero sessuali. L'età media è di 41 anni anni per gli uomini e 38 per le donne. Il 38% dei nuovi casi è costituito da persone provenienti da paesi extraeuropei, in numero superiore rispetto alla media regionale".
Ciò che maggiormente colpisce di questi dati, in barba ai pregiudizi e ai luoghi comuni, è l'età media molto alta di chi contrae il virus e il fatto che ad essere colpiti non siano solo uomini omossessuali. "Oggi, gli over 50 sono sessualmente attivi - aggiunge il dottor De Gennaro -. Negli anni abbiamo addirittura avuto il caso di un settantenne. Questo perché, in questa fascia d'età, c'è una più bassa consapevolezza dei rischi derivanti da rapporti sessuali non protetti. È molto significativo il fatto che quasi nessuno dei nostri pazienti riesce ad identificare temporalmente il momento in cui ha contratto il virus. Nel 50% dei soggetti, la malattia è stata diagnosticata in fase avanzata e questo comporta gravi conseguenze".
"C'è paura di fare il test - si inserisce Cristina Tognetti di Anlaids Versilia -. La maggior parte delle persone teme di essere identificata come 'untore' e quindi si rifiuta di fare il test. L'Aids viene considerata ancora oggi una patologia da tossici, da barboni. Non è così, l'Hiv può colpire tutti: uomini, donne, omosessuali, eterosessuali, persone all'apparenza insospettabili. Per questo motivo fare il test non è vergognoso ma è un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri".
E proprio nell'ottica di una sempre maggiore diffusione della cultura della prevenzione e della conoscenza dei pericoli connessi alla diffusione del virus Hiv, è stato realizzato il progetto Ultimora-Multimedialucca per la lotta all'Aids rivolto agli studenti delle scuole superiori del territorio e promosso da azienda Asl Toscana nord ovest, CeIs gruppo giovani e comunità Lucca, Provincia di Lucca, CeSDoP; in collaborazione con il Comune di Viareggio e con il patrocinio dell'ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara. L'iniziativa vedrà coinvoltigli studenti del Civitali e del Pertini di Lucca, del liceo pascoli e dell'alberghiero Pieroni di Barga, del Marconi di Viareggio e dello Stagi di Pietrasanta.
Il progetto è partito questa mattina (3 dicembre) con un incontro di presentazione in sala Tobino alla presenza degli esperti coinvolti. Tra dicembre 2018 e febbraio 2019 si svolgeranno degli incontri formativi con gli studenti sui contenuti del progetto e sui linguaggi della comunicazione. Tra marzo ed aprile 2019 è previsto lo sviluppo e la produzione dei lavori da parte degli studenti. A dicembre 2019 infine, ci sarà la mostra finale dei lavori realizzati. Gli elaborati dovranno comunicare con originalità messaggi di prevenzione e di contrasto alla discriminazione delle persone sieropositive.
"Questo progetto - ha detto la dirigente della Provincia di Lucca Rossana Sebastiani - ha l'obiettivo di mettere al centro il punto di vista dei giovani su un tema così complesso, sottolineando il valore della comunicazione sociale come mezzo di informazione, dialogo e partecipazione".
"Questo progetto ha 3 punti di forza fondamentali - hanno spiegato Margherita Brunetti ed Emilia Petacchi responsabili della formazione della Asl -. La sinergia tra Asl, associazioni e Provincia, il protagonismo dei ragazzi e un progetto messo a sistema che va avanti con successo da anni. Si lavora sulle competenze dei ragazzi, non solo quelle che dovranno sviluppare per creare i loro lavori ma anche quelle accortezze che gli permetteranno di praticare sesso in modo sicuro. Per questo è stata creata anche l'app I love safe sex che fornirà ai ragazzi informazioni con valenza scientifica su tutti i rischi che corrono. È molto importante inoltre lavorare sull'inclusione, perché il sieropositivo non è un lebbroso e può vivere una vita piena come tutti gli altri".
Nel corso della presentazione inoltre, Chiara Bertolozzi  del Ce.I.S. ha fornito informazioni in particolare sulla casa famiglia Monsignor Agresti, che si trova in via Pesciatina a Lucca. Questa struttura ospita in forma residenziale persone affette da Hiv/Aids e lavora in stretta collaborazione con il reparto di malattie infettive di Lucca e di altre città toscane. Qui sono ospitate al momento 12 persone con un’età che varia dai 20 ai 70 anni. Si tratta di un’esperienza unica a livello regionale: l'attività svolta si delinea infatti come supporto assistenziale/sanitario per quanto riguarda la cura della persona e, al contempo, come supporto sociale, sostituendo in questo modo un contesto familiare spesso assente o debole.

Luca Dal Poggetto

Ultima modifica ilLunedì, 03 Dicembre 2018 19:05

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