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Spaccio anche vicino alle scuole: 17 in manette

confprocuraSpacciavano con disinvoltura in piazza d’Azeglio e nelle pinete di Ponente e di Levante, per tutto il giorno, vendendo hashish, cocaina ed eroina anche a minorenni, sfruttando in alcuni casi un bambino di dieci anni per la consegna dello stupefacente.
Sono 17, tutti di origine magrebina (marocchini, tunisini ed algerini) ad essere finiti in manette oggi all’esito dell’operazione Souk 2018, condotta dalla squadra mobile di Lucca insieme al commissariato di Viareggio ed al servizio centrale operativo. Un maxi intervento - iniziato nei primi giorni di settembre - che ha posto sotto la lente degli inquirenti 57 diversi atti di spaccio, posti in essere da 25 soggetti indagati: oggi è scattato l’arresto di 17 persone. Tra i 25 indagati 17 sono sottoposti a custodia cautelare in carcere (di questi 17 ne sono stati arrestati finora 11), mentre gli altri 8 sono stati sottoposti ad arresto ritardato (ad oggi sono stati eseguiti 6 arresti).


Nel complesso, l’istantanea scattata dalla forze dell’ordine racconta di un giro di 40 clienti giornalieri, “serviti” quotidianamente da una decina di spacciatori, pronti a ruotare tra loro per coprire ogni ora del giorno e della notte, per tutto l’arco della settimana. Un’attività che ha reso le operazioni di spaccio aggravate dal fatto che i clienti fossero spesso minorenni, intercettati mentre si recavano nelle scuole vicine a piazza d’Azeglio: in un caso, addirittura, l’hashish è stata venduta ad un tredicenne.
Un quadro preoccupante, illustrato stamani (21 dicembre) dal procuratore della Repubblica Pietro Suchan, insieme al Pm Aldo Ingangi, al questore Vito Montaruli, al commissario di Viareggio Giovanni Calagna ed al vice questore Giuseppe Gilberti (del servizio centrale operativo di Roma).
Nel complesso, si tratta tecnicamente di 57 arresti (uno per ogni atto di spaccio), per un’operazione fortemente voluta a livello nazionale e che, a Viareggio, ha fatto conseguire un risultato di estremo rilievo, anche grazie alla tempestività delle ordinanze emesse dal Gip Antonia Aracri.
“Un’attività - commenta Suchan - ancora in essere, poiché stiamo continuando a cercare stupefacente nascosto. Un risultato di grande valore, che si pone in antitesi con il disvalore di uno spaccio effettuato vicino alle scuole ed alle fermate degli autobus. Il senso più alto del nostro lavoro, del resto, risiede proprio nella tutela delle fasce più deboli”.
Per il questore Montaruli “Questa è una forte risposta ad un’intensa richiesta proveniente dai cittadini di Viareggio. Un’attività che si integra con quelle di controllo del territorio, che soltanto il mese scorso avevano portato il commissariato di Viareggio a compiere dieci arresti per spaccio, con relativi sequestri di sostanze stupefacenti. E’ evidente - l’allarme - che in quella zona esiste un problema che non può essere risolto soltanto con la repressione. Abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni locali per svolgere prevenzione”.
Condotte, quelle degli arrestati, caratterizzate da spavalderia - i clienti venivano avvicinati in pieno giorno - e rese particolarmente odiose dall’utilizzo di un minore, un bambino di soli dieci anni (usato da conoscenti dei genitori), per sviare eventuali sospetti.
“Abbiamo iniziato questa operazione a settembre - ricorda il commissario Cascino - avvalendoci di uno strumento per noi innovativo ed utilissimo, come l’arresto ritardato. Questo ci ha consentito di svolgere le indagini senza creare allarmi tra gli spacciatori. Nel corso del tempo, i nostri agenti sotto copertura hanno acquisito la loro fiducia, fingendosi acquirenti”. In totale, viene ricordato, sono state tre le piazze di spaccio: piazza d’Azeglio e le pinete di Ponente e di Levante. “Nascondevano lo stupefacente nei cespugli oppure lo interravano - prosegue il commissario - per poi dare vita ad una serie di movimenti quasi impercettibili. Era sufficiente passare per strada per essere avvicinati”. Per chi ha ceduto droga ai minori - nelle vicinanze di piazza d’Azeglio - è scattato lo spaccio aggravato. L’operazione nelle pinete è stata ancora più complessa: “Conoscono bene la zona - conclude Cascino - e tendono a scappare. Alcuni di loro erano anche armati ed hanno minacciato gli agenti”.
Un lavoro culminato in un successo anche grazie all’ausilio del servizio centrale operativo: “Abbiamo messo a disposizione agenti formati, risorse finanziarie e tecnologiche”, afferma Gilberti. Per il commissario di Viareggio, ancora, “Il problema dello spaccio esiste ampiamente, ma negli ultimi mesi abbiamo conseguito risultati davvero importanti tramite l’attività di contrasto”.
L’operazione, conclude Suchan, è servita per “dare un segnale alla città, svolgendo un’attività repressiva fondamentale nei confronti di un mercato diventato ormai saturo. Di fronte a questa sfida abbiamo risposto con grande accuratezza e tempestività”.

Paolo Lazzari

Il video dell'operazione

Ultima modifica ilVenerdì, 21 Dicembre 2018 17:52

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