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Morto Paolini, scrittore e sceneggiatore in vernacolo

Schermata 05 2458630 alle 18.52.13Un altro pezzo di cultura cittadina se ne è andato. Grande è lo sgomento ed il vuoto che ha colpito anche tutta la Compagnia Invicta per la scomparsa di Giacomo Paolini, autore – tra l’altro - di tanti testi teatrali in vernacolo lucchese rappresentati nel corso degli ultimi anni dal gruppo teatrale, non soltanto sul territorio provinciale. Il sodalizio tra l’Invicta ed il Paolini ebbe inizio nel 1988 con la prima commedia Ir conte potti a cui seguirono: La Stregona, La Kulasciova, L'Ameriano, Kaputte! (portata in tournee' anche negli Stati Uniti), Sfollati, Tutti ar Mare, Ir Timbro, Il Re di Lucca, Il Re alla Pieve, Il Locandiero, Le Nozze d'oro, La cura dell'amore ed infine, l’ultima commedia: Ci penso io!


I successi riscossi ad ogni rappresentazione sono a testimoniare la grande capacità del Paolini di raccontare la vita nel nostro territorio nel corso del secolo scorso partendo dalla vita contadina di Lucca fora dei primi anni trenta, che ruotava attorno a una corte di campagna, per riflettere poi sulle usanze e credenze di quel tempo e passare poi ai momenti terribili della grande guerra ed alle relative conseguenze. Successivamente Paolini ha affrontato il cambiamento del modo di vivere nel nostro territorio collegato alla ripresa economica ed all’evoluzione dei costumi e delle tradizioni, sempre con una particolare attenzione ed una accurata ricerca finalizzata alla riscoperta di tradizioni, usi e costumi, che costituiscono il patrimonio artistico della nostra lucchesità.
Giacomo non solo è stato autore di testi teatrali, ma si è cimentato anche nella pittura e memorabili sono state anche le scenografie che lui contribuiva a realizzare. Da ricordare in particolare quella al Teatro del Giglio per la commedia La stregona: era rappresentata una corte di campagna con case, capanne con mandolate, un pozzo, un forno ed una luna in cielo che illuminava la scena, tanto da ricevere una memorabile ovazione del pubblico all’aprirsi del sipario.
Inoltre Paolini è stato anche scrittore di poesie, racconti ed aneddoti che raccontano personaggi, tradizioni, curiosità, ninnananne, filastrocche, proverbi, innamoramenti e tradimenti d’amore e altre cose del tempo che fu. Tutti in rigoroso vernacolo lucchese che gli hanno consentito di ricevere premi e riconoscimenti vari nel corso degli anni.
E non è possibile infine non ricordare il libro E la ruota girava pubblicato dalla casa editrice Il Filo nel 2007 che ripercorre mezzo secolo di storia della nostra patria prendendo le mosse dal 1904 e trovando la propria conclusione al termine del secondo conflitto mondiale. Il libro narra il piccolo mondo di Farneta, piccolo borgo lucchese alle pendici della Certosa dello Spirito Santo e dei suoi abitanti. Gente semplice, dedita al lavoro e rispettosa della religione. Attraverso le loro vicende si ripercorrono quelle dell’Italia, giolittiana prima e fascista poi e l’orrore delle due guerre, vissute e raccontate dai padri ai figli. Ricordi personali e documentazione reale costituiscono così questo romanzo, dalla cui lettura impariamo ad amare i protagonisti, a soffrire ed a gioire con loro perché, nonostante tutto, la ruota continua a girare e la vita ad andare avanti....
Per quanto sopra possiamo affermare che Giacomo Paolini lascia un grande patrimonio di storia e costume “lucchese” che deve rimanere vivo anche nelle nuove generazioni.
L’appuntamento per l’ultimo saluto a Giacomo Paolini è fissato per domani (27 maggio) alle 15 nella chiesa parrocchiale di Farneta dove sarà celebrata la Messa.

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