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Impianto Morina, Arpat: "Sito non solo responsabile delle maleodoranze"

pioppogattoUna "correlazione certa tra le attività dell'impianto e alcuni eventi di maleodoranze percepite dai cittadini". È questo l'esito delle analisi svolte da Arpat in merito alle attività dell'impianto di stoccaggio della Morina a Massarosa. Un'indagine che ha immediatamente generato le reazioni della classe politica che, in particolare con Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia, aveva chiesto la delocalizzazione dell'impianto (leggi). Nonostante questo però, l'ente di ricerca ha voluto precisare che l'impianto probabilmente non è l'unico responsabile delle maleodoranze e che quindi un suo ipotetico spostamento potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema.

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Del Chiaro: "Interramento elettrodotto a Marlia non impossibile"

foto giordano“Secondo i controlli svolti da Arpat gli elettrodotti di Capannori rispettano i limiti di emissione stabiliti dalla legge e non sussistono problemi di esposizione prolungata ai campi elettrici. Tuttavia i dati dei rilievi confermano che il traliccio di alta tensione che attraversa il centro di Marlia ha un impatto maggiore degli altri”.
E’ quanto ha affermato il consigliere comunale Giordano Del Chiaro nella seduta di ieri del consiglio comunale, dopo aver comunicato i risultati delle attività di monitoraggio condotte da Arpat su alcuni elettrodotti del territorio capannorese.

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No piro, Libellula: "Osservazioni Arpat ci danno ragione"

IMG 3761Osservazioni contro il pirogassificatore della Kme. Sono state presentate dall'associazione La Libellula che le confronta con i tanti pareri e contributi giuntin in Regione.
In particolare sotto la lente ci sono le osservazioni di Arpat: "Il miglioramento delle emissioni del settore metallurgico non è una “concessione” dell’azienda - dicono dalla ibellula -  all’interno del progetto gassificatore, ma rientra in un percorso di adeguamento alle specifiche Bat (migliori tecnologie possibili) nel settore delle industrie dei metalli non ferrosi, iniziato già dal 2016 e il cui completamento, come scrive Arpat, "è previsto per il rinnovo dell’Aia all’anno 2020"; afferma ancora Arpat che “le emissioni autorizzate di polveri, ossidi di azoto e metalli della configurazione attuale raggiungono potenzialmente dei livelli di flusso di massa superiori alle soglie indicate…in tale contesto si ritiene opportuno che il proponente valuti la possibilità di rivedere i valori limite specifici fissati per i singoli inquinanti“. In poche parole, non si può considerare come immutabile lo scenario presentato da Kme: con o senza il gassificatore dovranno comunque essere effettuati dei riadeguamenti al ribasso delle emissioni metallurgiche rispetto a quella che viene presentata come situazione attuale".

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