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Elettrodotto, fissata la prima udienza al Tar

elettrodottooltrLa prima udienza è stata finalmente fissata, ma i tempi per dirimere i nodi del ricorso presentato da Terna contro i limiti del piano paesaggistico regionale che impediscono la realizzazione dell'elettrodotto nell'Oltreserchio si annunciano lunghi. La discussione nel merito della richiesta di annullamento degli effetti dello strumento regionale sul progetto di riassetto della linea con il traccia El324 inizierà soltanto il 20 dicembre del 2017. La previsione è che, con buone probabilità, la sentenza non arrivi prima del 2019.

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Elettrodotto, Terna rinuncia a sospensiva ma non a Tar

di Roberto Salotti
IMG 9301Offre ormai una serie di colpi di coda la vicenda del nuovo elettrodotto proposto da Terna nell'Oltreserchio. L'ultima mossa a sorpresa l'ha fatta ancora una volta la società che, pur confermando la volontà di procedere al Tar contro i lacci del piano paesaggistico della Regione che le impediscono di alzare i tralicci sulle colline di ben cinque comuni delle province di Lucca e Pisa, rinuncia all'istanza cautelare con la quale aveva richiesto la sospensiva degli effetti del Pit. Ma questa carta buttata in mezzo al mazzo non è ancora l'asso: il 30 marzo scorso, infatti, contestualmente alla rinuncia alla sospensiva, Terna ha depositato ufficialmente al Tar la richiesta di fissazione d'udienza. Come a dire: facciamo comunque sul serio e vogliamo una decisione nel merito dalla giustizia amministrativa.

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L'Oltreserchio resta diviso sugli elettrodotti

di Roberto Salotti
IMG 1525L'Oltreserchio resta ancora diviso sugli elettrodotti. La frattura tra il comitato Starc e i Comuni, da un lato, e, dall'altro, il comitato Maggiano 2005, che si batte da un decennio contro i tralicci che sulle colline esistono già, è apparsa evidente e a quel che sembra insanabile anche all'assemblea di lunedì sera (16 maggio) a Nozzano. Il Comune cerca di fare da paciere e l'assessore Francesco Raspini con convinzione getta acqua sul fuoco: "Non si può che dire un no convinto al nuovo tracciato, ma la battaglia contro gli elettrodotti deve essere unitaria e la risposta dal territorio univoca". Ma Maggiano non si può accontentare e passa all'attacco: "Siamo stanchi di sentire da tutti sì all'opzione zero, è come dirci che di noi ve ne fregate". Le posizioni contrapposte sono diventate insomma sempre più marcate tra i cittadini di questa zona della Lucchesia e al di là dei numeri "il fronte comune" della battaglia contro i tralicci, purtroppo, ha ceduto - come ha rilevato lo stesso Raspini. A tutto vantaggio, si è detto da più parti, proprio di Terna. Più in generale - ed è forse quel che più conta a questo punto -, resta, infatti, incerto il futuro di quel progetto ancora in iter di autorizzazione al ministero che, dopo corsi e ricorsi, è riuscito a spaccare il fronte comune dei cittadini che appena due anni fa avevano intrapreso un percorso comune per combattere un “nemico” solo: l'aggressione al territorio e i rischi per la salute dallo scempio dei tralicci. 

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