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Torna “Carta d’Epoca”, la mostra del libro antico

Giunge alla sua settima edizione Carta d’epoca, la mostra mercato della stampa e del libro antico organizzata dal comune di Lucca che il 18 e 19 ottobre, in concomitanza con il mercato antiquario, al centro culturale Agorà riunirà circa 40 librerie antiquarie da tutta Italia e dall’estero. Un appuntamento presentato questa mattina (14 ottobre) nella sala degli Specchi di Palazzo Orsetti e che si preannuncia da non perdere per appassionati, collezionisti ed esperti del settore che potranno ammirare esemplari rari e pezzi unici di libri antichi, stampe e pergamene di grande valore.

Quest’anno la mostra mercato si arricchisce di un evento unico. Venerdì 17 e sabato 18 ottobre, nei saloni monumentali della Biblioteca Statale di Lucca si terrà infatti il primo convegno internazionale dedicato a Giuseppe Martini a 70 anni dalla sua morte (Lucca 1870 – Lugano 1944), bibliografo e antiquario lucchese di fama internazionale che con i suoi viaggi e la sua passione per il libro antico, ha fatto sì che importanti scritti realizzati a Lucca o da autori lucchesi, fossero conosciuti in tutto il mondo.
Convegno che verrà corredato da una mostra a lui dedicata dal titolo Da Lucca a New York a Lugano. Giuseppe Martini tra Otto e Novecento a rievocare i luoghi nei quali il bibliofilo e antiquario visse e operò per gran parte della sua vita. Alle 15 di venerdì avrà inizio il convegno. A seguire, alle 18, verrà inaugurata ufficialmente la mostra che esporrà anche documenti e materiale inedito. “Ringrazio il Comune di Lucca – ha commentato l’assessore al turismo del comune Giovanni Lemucchi – che ha reso possibile il convegno che rappresenta la prima ufficiale celebrazione della figura di Martini nella sua città natale che proprio recentemente, grazie ad una ricerca di archivio portata avanti dal comune, si è scoperto essere proprio Lucca. Fino ad oggi si credeva fosse Borgo a Mozzano. Adesso sappiamo invece che il celebre libraio è nato proprio nel centro storico, precisamente in via dell’angelo”. Non sorprende quindi l’attaccamento che Martini ha mostrato per Lucca nel corso di tutta la sua vita, in primis definendosi ufficialmente con la formula latina “lucensis” ovvero lucchese. Giuseppe Martini è stato uno dei più grandi studiosi della produzione letteraria editoriale italiana e di manoscritti del quindicesimo secolo. Libraio cresciuto nella nativa Lucca, si è poi trasferito negli Stati Uniti. Protagonista a New York della crescita del collezionismo del libro italiano nelle biblioteche universitarie e private degli Stati Uniti, è noto soprattutto per il grande catalogo della sua personale collezione di incunaboli (messa in vendita da Hoepli nel 1934). Proprio con tale pubblicazione egli si mostrò uno dei più acuti bibliografi del suo tempo, conoscitore esperto del mondo del libro antico. “Martini fu un libraio di grande valore che non si preoccupava della sua reputazione ma di quella che la città di Lucca aveva nel mondo” è il commento di William Stoneman, responsabile della Hougton Library dell’Università di Harvard. “Fu una figura incredibilmente importante nel settore. Negli anni in cui visse a New York, vendette e donò molti libri importanti a collezionisti privati che poi li diedero a istituzioni pubbliche come l’Università di Harvard, permettendo così a tutto il mondo di conoscere importanti opere lucchesi. Fu quindi una figura centrale che permise questo collegamento oltre oceano. Con questa mostra, vogliamo render noto anche qui il suo operato”. Martini si trasferì infine a Lugano dove era legato agli ambienti dell’emigrazione antifascista. Martini fu anche collezionista di monete antiche e donò a quello che è oggi l’Archivio Storico Diocesano di Lucca, tre prestigiose raccolte tra libri e monete. “Martini è sempre stato molto legato alla città e alla chiesa di Lucca – commenta Elisabetta Unfer Verre dell’Archivio Storico Diocesano di Lucca – e lo dimostra anche il fatto che alla sua morte ha donato molto delle sue collezioni all’Archivio, in particolare la sezione lucchese, cioè di libri stampati a Lucca o di autori lucchesi che conservava a Borgo a Mozzano, come a voler far tornare questo prezioso materiale alla sua origine”. La prima raccolta di manoscritti ed edizioni a stampa è infatti per lo più di interesse lucchese, la seconda di documenti d’archivio come copie degli statuti di Lucca, lettere fra Felice Baiocchi e Napoleone, ma anche di Giacomo Puccini e Luigi Pinotti; infine la terza, diplomatica, costituita da circa 500 pergamene dall’anno 720 al 18esimo secolo: si tratta di diplomi imperiali e regi, documenti pontifici e atti privati. “Con questa mostra e con il convegno – conclude la Verre – si intende dare a questa figura e questo lavoro l’attenzione che si meritano e far conoscere alla città il grande lascito di questa personalità”.
Intorno a un esempio così significativo della cultura dei lucchesi nel mondo si riuniranno a Lucca studiosi internazionali per contribuire a una migliore conoscenza della sua lunga attività. Grazie alla collaborazione tra Comune di Lucca, Biblioteca Statale, Archivio Storico Diocesano, Università Cattolica e Studio Bibliografico Pera, il convegno offrirà un’occasione unica per avvicinare e conoscere la persona di Martini, il suo lavoro, il suo contributo intellettuale. 

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