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Big e prime assolute, tornano a Lucca ‘I teatri del sacro’

Anche a teatro si può riflettere sul sacro. Che non significa soltanto religione, ma soprattutto riflessione umana sul senso della vita e delle cose. Sarà (anche) questo la rassegna nazionale biennale, che torna a Lucca per la sua quarta edizione, dei Teatri del Sacro, finanziata dalla Fondazione comunicazione e cultura della Cei e in particolare dal servizio nazionale dei progetti culturali e dall’ufficio promozione sociale.
Una rassegna, fra il Real Collegio (dove ci saranno tre palchi), il teatro di San Girolamo e la chiesa di San Giovanni, che vedrà venti prime assolute, selezionate con un apposito bando fra 250 compagnie partecipanti, oltre cinquanta artisti, incontri con il pubblico, laboratori e atelier dall’8 al 14 giugno. Fra questi anche grandi nomi e gruppi del teatro di ricerca come César Brie, Fattore K, Ariella Vidach, Jacob Olesen, Giovanna Mori accanto alle nuove leve della scena contemporanea come Andrea Cosentino, Punta Corsara, Carullo-Minasi, Teatro delle Moire, Fabrizio Pugliese, Reggimento Carri, Roberto Aldorasi e tanti altri.

Alla presentazione della rassegna anche il sindaco, Alessandro Tambellini: “Un evento, quello dei Teatri del Sacro – dice il primo cittadino – legato alla riflessione su chi siamo e alla fatica dell’interrogarsi su noi e gli altri in rapporto alla tradizione ed al passato. Nello specifico come amministrazione siamo contenti della collaborazione costante fra strutture della nostra vita cittadina, aperte ad esprienze di altro teatro, a vie sperimentali che si intersecano con i cicli usuali”.
“Per la quarta edizione – dice il direttore artistico Federico Fraschini, docente di tematiche legate al turismo a Campus – non avremmo mai pensato a un successo così ampio e alla possibilità di radicare il festival in maniera così continuativa in una realtà che pur ben si presta a questo tipo di tematiche, anche grazie all’amministrazione con cui il dialogo è stato sempre continuo e proficuo”. “Nella rassegna non si affronterà – dice ancora Fraschini – un discorso specifico e continuo sulla fede, ma si affronteranno le domande fondamentali di ciascuno di noi, credenti e non credenti. E in questo senso credo che il teatro sia uno degli strumenti più efficaci per affrontare le domande sul sacro. Motivo per cui gli spettacolo sono frutto di una lunghissima selezione da tutta Italia, visto che all’ultimo bando hanno partecipato ben 250 compagnie per arrivare alle 20 che parteciperanno alla rassegna lucchese più due progetti speciali. Che affronteranno tematiche di vario tipo ma anche molto legate al tempo presente. Spicca il tema della santità e della mistica, ma una mistica molto incarnata con la realtà. E’ importante anche il tema dei teti sacri e deella parola, che in questo caso non sarà solo la parola cristiana ma anche quella orientale con la rappresentazione di una parte del Ramayana indiano. Saranno protagoniste anche due figure storiche controverse, che permettono di interrogarsi molto sul presente coma Caino e Giuda. Si affronteranno poi, attraverso il teatro, anche temi filosofici con due spettacoli molto diversi tra loro, di cui uno dedicato alla figura di Simone Weil e l’altro sulle Operette Morali leopardiane. Due spettacoli affronteranno nello specifico il tema della metafora del miracolo, uno anche con un linguaggio comico e grottesco”. Il teatro, poi, anche come riscatto sociale: “Saranno presenti due compagnie, una di Forcella e una nata a Scampia – spiega Fraschini – e questo ci ha portato anche a presentare, il giorno conclusivo della rassegna, una tavola rotonda alla presenza dell’assessore Gaetano Daniele del Comune di Napoli per affrontare questo tema”. E ancora i laboratori, gli incontri con gli artisti, le lezioni sullo storytelling con la Fondazione Campus e anche laboratori pratici “con i bambini – spiega ancora Fraschini – e con alcuni richiedenti asilo ospiti del Gvai che poi rappresenteranno i loro spettacoli in San Girolamo”.
Don Alberto Brugioni, in rappresentanza della Diocesi di Lucca sottolinea l’importanza di una rassegna che “non proviene dal di fuori e viene calata nella città ma tiene conto della realtà in fermento del luogo in cui si presenta”. Il direttore generale del Teatro del Giglio, Manrico Ferrucci, elogia invece la formula della manifestazione: “Una formula biennale – dice – che può essere di esempio per altre manifestazioni. Non c’è nulla di male, infatti, a studiare una certa forma di alternanza fra le manifestazioni. Per una realtà di livello nazionale, di qualità, con presenza di produzioni ad hoc e con argomenti di estrema attualità, affrontati anche con ironia e con la formula del dubbio”. Una formula che spinge anche il sindaco ad auspicare che la sinergia con la città possa continuare anche per il futuro. Coinvolgendo anche i più giovani, come avverrà anche grazie alla collaborazione della rivista on line nata all’interno del Teatro del Giglio e al Teatro Giovani coordinato da Cataldo Russo.
Importante anche l’apporto della Fondazione Campus che. con Federico Tognoni sottolinea l’importanza “del binomio arte-cultura, un aspetto fondamentale cui la città di Lucca si deve aggrappare per fare turismo di qualità. In questo senso è importante anche il laboratorio sul social storytelling che permette di raggiungere due obiettivi: creare il pubblico del futuro per il teatro e formare nuovi professionisti per la comunicazione del futuro”.
Il costo, come detto a carico della Fondazione comunicazione e cultura della Cei, si aggira intorno ai 230mila euro, 130mila dei quali solo per le produzioni, visto che i progetti presentati a bando sono prodotti proprio dagli organizzatori della rassegna e andranno poi anche in giro per l’Italia. “Una cifra molto bassa – commenta Fraschini in chiusura – per una rassegna tutta fatta da prime nazionali”.

Il programma nel dettaglio
Tra i temi proposti dalle compagnie, sarà dedicata attenzione particolare ai paradossi spirituali della mistica e della santità, come in Sante di scena del Teatro delle Moire in calendario l’8 giugno, spettacolo ispirato alle figure delle monache visionarie.
Si annuncia invece come un viaggio dentro la ‘scomoda’ povertà del santo di Assisi, Senza Volontà di cattura, Francesco di Reggimento Carri, in scena il 9 giugno assieme a Corrispondenze, un dialogo tra due sorelle (una monaca di clausura e una fotoreporter) tra danza e parola scenica. L’11 giugno sarà la volta del monologo Per Obbedienza di Fabrizio Pugliese, ispirato a Giuseppe da Copertino, il santo volante.
Altrettanto vivo sarà il tema della parola e dei testi sacri, dalla tradizione cristiana del Vangelo, con Chi sei tu? di Antonio Panzuto che inaugura il festival l’8 giugno, a quella indiana del Ramayana, nella versione diretta da Roberto Rustioni per Fattore K, con gli allievi neodiplomati delle più importanti scuole di teatro italiane. In scena anche i lavori sull’attualità di figure bibliche come i Re Magi in Delirium Betlem di Alberto Salvi il 12 giugno, e Caino e Giuda, Caino Royale di Pem-Habitat teatrali, il 10 giugno e in Gabbatha di Koinè, il 9 giugno.
Sul crinale della riflessione tra l’uomo, la ragione e la fede, emerge la figura di Simone Weil nella lettura proposta dal César Brie in La volontà, in programma il 12 giugno, e la rilettura delle Operette Morali di Leopardi della compagnia Carullo-Minasi in ‘De Rivolutionibus’ il 13 giugno, a cui si aggiunge la Rumorosa Solitudine di Bohumil Hrabral, con Amandio Pinhero per la regia di Jacob Olesen, il 14 giugno. Infine si indagherà sul tentativo di ritrovare la ritualità primordiale del corpo in Free Spirit l’8 giugno, della coreografa Ariella Vidach e la verità di un possibile ‘miracolo’ nel cinismo della società contemporanea, come si vedrà il 12 giugno in Lourdes di Rosa Matteucci nella lettura di Andrea Cosentino. Sulla stessa lunghezza d’onda Io, mia moglie e il miracolo della compagnia Punta Corsara il 13 giugno, e il surreale dialogo fra una donna e una gallina in Prego di e con Giovanna Mori, lo stesso giorno.
Novità di quest’anno è il Premio Mario Apollonio, dedicato al teatro non professionistico. Saranno in scena le donne di Forcella in Pe’ Devozione di femminile plurale il 13 giugno, un viaggio nella religiosità popolare partenopea e Buio, il 14, uno spettacolo senza luci che propone un viaggio nella Passione di Cristo. Danza e musica saranno al centro come metafora dell’amore in Canzoni fra l’anima e lo sposo il 10 giugno, e in Il pranzo della domenica l’11, una messa in scena di un pasto con dei commensali ‘speciali’.
La quarta edizione del Festival si caratterizza anche per un grande numero di iniziative e laboratori dedicate al pubblico, agli studenti e agli appassionati che saranno a Lucca.
Dopo il successo della terza edizione tornano anche nel 2015 gli incontri con il pubblico moderati dal direttore artistico Fabrizio Fiaschini. Tra gli appuntamenti che ogni mattina alle 11,30 animeranno il Chiostro del Real Collegio da segnalare il 14 giugno Napoli Altrove: nuove frontiere del teatro e della comunità, una riflessione sul valore del teatro e della spiritualità come veicoli di solidarietà sociale e di cittadinanza attiva, a partire dalla presenza, nel Festival, delle compagnie Punta Corsara e f.pl. femminile plurale. Interverranno al dibattito Gaetano Daniele, assessore alla cultura del Comune di Napoli, Anna Bandettini, critico teatrale de La Repubblica, padre Sergio Sala, gesuita del Centro Hurtado di Scampia, Ilaria Urbani, giornalista e autrice del libro La Buona Novella: storie di preti di frontiera, l’operatrice teatrale Debora Pietrobono e gli artisti in scena. A corredo dell’incontro 15 ragazzi del Centro Hurtado di Scampia saranno a Lucca per seguire gli spettacoli in scena.
Tra gli ospiti degli altri incontri: Rossella Battisti, Alessandro Zaccuri, Michele Sciancalepore, Mario Bianchi, Igor Vazzaz.
Altra novità della quarta edizione saranno i due atelier che si terranno durante la settimana lucchese e si concluderanno con due momenti di spettacolo. Il Teatro dell’Orsa, in A ritrovar le storie, condurrà un percorso tra le parole e i ricordi con un gruppo di ragazzi nigeriani richiedenti asilo, ospitati dal Gruppo Volontari Accoglienza Immigrati di Lucca, che culminerà in una messa in scena, evento conclusivo del Festival, il 14 giugno. Disegno, teatro e tableaux vivants saranno invece le tre forme d’arte che confluiranno in Genesis Imago, atelier dedicato ai bambini delle scuole elementari di Lucca, a cura di Teatri35: le immagini elaborate dai piccoli artisti saranno infatti le protagoniste dello spettacolo in scena il 13 giugno.
Si rinnova anche nel 2015 la collaborazione con la Casa dello Spettatore di Giorgio Testa che guiderà un gruppo di spettatori, partecipanti al laboratorio 70 visioni e condivisioni, in un viaggio attraverso tutti gli spettacoli in programma approfondendo i temi e le istanze dello spirito che emergono dagli allestimenti.
Dedicato agli studenti universitari della Fondazione Campus di Lucca – partner del Festival – è invece il laboratorio di social media e storytelling, condotto da Simone Pacini, fondatore del blog fattiditeatro. I ragazzi racconteranno la città, il Festival e gli spettacoli attraverso il linguaggio dei social media con l’hashtag #iteatridelsacro, offrendo i loro personali punti di vista sull’esperienza.
E infine, nella stessa prospettiva, Guardare Arlecchino, realizzato in collaborazione con il Teatro del Giglio e la rivista Lo sguardo di Arlecchino, nuova e vivace realtà del web italiano dedicata al teatro. Questa volta i protagonisti saranno soprattutto alcuni studenti delle scuole superiori di Lucca, che costituiranno una sorta di redazione critica del Festival, producendo puntuali resoconti, interviste e articoli che saranno ospitati in una apposita sezione della rivista.

Enrico Pace

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