Ljd, i talenti al femminile si raccontano – Foto foto

Un ritmo travolgente e una voce calda, nera e armoniosa che ha lasciato tutti senza fiato. E’ cominciato così, sulle note di uno dei più grandi successi di Etta James, l’incontro ‘in rosa’ che si è tenuto questo pomeriggio (20 ottobre) nella sala Tobino di palazzo Ducale per un’altra giornata firmata Lucca Jazz Donna. Giovanissime e un po’ più adulte, oggi intorno al tavolo c’erano – oltre a Linda & Lisa che hanno dato un tocco di colore tra una battuta e un’altra con la loro musica – donne che negli anni si sono distinte nel proprio lavoro ed hanno ottenuto, oltre alle tante soddisfazioni, anche ruoli di enorme prestigio: ingegnere chimico, editrice, scrittrice e librettista, direttrice d’orchestra.

Una tavola rotonda di talenti al femminile che ha riempito d’orgoglio e ammirazione tutta la sala, abituata, ormai da dodici edizioni, a rimanere senza parole non solo grazie alla musica che da sempre è la protagonista indiscussa di questo festival. Oltre al piacere di far musica insieme infatti il festival tende anche a valorizzare la donna in ogni sua sfumatura, portando sul ‘palcoscenico’ non solo belle voci o belle mani ma anche e soprattutto belle persone.
“Quando mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria – spiega Alessia, amministratore delegato da 5 anni, cioè da quando ne aveva 37 – per le donne nell’edificio del triennio c’era un solo bagno su 7mila iscritti. Questo fa capire quanto il mio percorso di studi e l’ambiente a cui mi affacciavo fosse pensato quasi esclusivamente al maschile. Gli anni dopo la laurea sono stati per me un periodo di grande formazione e in seguito ho potuto lavorare con soddisfazione a problematiche di carattere tecnico e scientifico come quella di scrivere modelli di calcolo che potessero simulare il blowout di un pozzo petrolifero. Nella mia esperienza lavorativa ho progettato impianti ed interventi sul territorio studiando gli impatti che questi generavano. Ma non sempre è stato facile essere accettata alla pari in tavoli composti prevalentemente, o solo, da uomini. E se essere una donna ed essere anche una donna giovane vuol dire, per affermarsi, lavorare 2 volte più di quanto sarebbe richiesto ad un uomo nella stessa condizione, è anche vero che avere l’opportunità di dimostrare le proprie capacità non è scontato e dipende dal fatto che l’ambiente, anche lavorativo, e la società in ultimo, lo consentano”..
Al tavolo anche Francesca Fazzi, figlia della grande editrice, che ha voluto seguire le orme della madre, mettendo però qualcosa di suo.
“Per il cinquantesimo anniversario della nascita dell’attività di mia madre ho voluto far uscire anche una nuova collana, Italiane. Ci sono donne che hanno fatto la storia: – racconta Francesca – la prima donna alla Camera, il primo premio Nobel, le donne che hanno fatto l’Unità d’Italia. Ma ce ne sono tante, tantissime, che hanno fatto grandi cose e non sono mai state riconosciute dalla storia, dalla società, soprattutto nella musica. Volevo creare una sorta di ‘biblioteca’ al femminile, è così che ho voluto festeggiare mia madre”.
La sala è rimasta affascinata anche dalla storia di Beatrice Venezi, la giovanissima lucchese che ormai da tempo dirige le orchestre in Italia e all’estero. In questo periodo si trova nella capitale armena per il suo impegno sul podio dell’Orchestra Giovanile di Stato, ma ha deciso comunque di essere in qualche modo presente all’incontro di oggi lasciando un video che è stato proiettato durante la discussione. Un altro talento lucchese che ha fatto carriera ‘fuori’, sia in altre città italiane che all’estero. Una donna che, oltre al talento, ha sempre dimostrato di avere coraggio e grande capacità di gestione.
“Mi trovo in Armenia – dice Beatrice – dove tra poco avrò un concerto molto denso e impegnativo. Mi sto confrontando con un ambiente, un’orchestra molto diversi da ciò a cui ero abituata ma tutti i ragazzi mi spronano tantissimo a lavorare. E’ interessante – continua – vedere come percepiscono qua la musica, come cambia la sensibilità da stato a stato. Questa orchestra mi ha praticamente adottata e sono contentissima”.
Ad intervenire anche Debora Pioli, che da tempo si occupa del Festival lirico Pucciniano, che conosce Beatrice sin da giovanissima.
“Io e Beatrice ci siamo conosciute al conservatorio Boccherini, anche se lei si è diplomata altrove. Beatrice si confrontò con me, forse perché sono più adulta di lei, su cosa e dove avrebbe potuto studiare una volta diplomatasi al conservatorio, ed io le consigliai Milano, dove infatti poi andò. Le nostra vite in qualche modo sono sempre state parallele. Se pur giovanissima, perché ha solo 26 anni, ha una grande personalità, sempre lucida e concentrata. La sua bellezza è sempre stata un’arma a doppio taglio, a volte quando arrivava la gente si chiedeva se fosse davvero lei la direttrice o miss mondo. Ma a lei di questo non è mai importato. Sono felice di annunciare che anche lei lavorerà al Festival Pucciniano come direttrice musicale dell’Accademia Giacomo Puccini. Finalmente – conclude Debora – avrà occasione di tornare nella sua terra natale.
“A volte siamo noi donne – dice Francesca Fazzi – a stupirci per prime che una donna posso arrivare ad ottenere ruoli così importanti. Dovremmo essere noi le prima ad autorizzarci. Siamo state create per generare, e questo già di per sé ci dà la spinta per cercare di superare sempre ogni nostro limite”.

Giulia Prete

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