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Gli Stones infiammano Lucca: “Grazie, notte incredibile” foto

Un fiume di luci scintillanti sugli spalti e un brulicare di folla. Poi solo il silenzio dell’attesa, e la suspance. E il palco che all’improvviso si tinge del rosso, forse per ricordare il tono dissacrante, ‘rozzo’, a tratti blasfemo e sboccato della band – e allo stesso tempo così irripetibilmente sublime – che da stasera ha scritto un pezzo di storia di Lucca. Al ‘riparo’ delle sue Mura storiche, trasformate in un palco a cielo aperto. I Rolling Stones lasciano una pietra miliare nella città, ‘scolpita’ sugli spalti dell’ex Campo Balilla. Lo fanno con un concerto dalla eco planetaria, toccando solo qui, con le loro già immortali note, il suolo italiano.
Uno ‘Unic’ da 56mila linguacce, che si sono rivelate pronte a fare eco al mito, capaci di stare al ritmo di quel rock inconfondibile, che è la cifra della band britannica capitanata da un Mick Jagger. Che dire poi se una band di questo calibro nella storia della musica omaggia la città di Puccini, con un riferimento, seppure scherzoso, al maestro, oppure poco dopo intona un pezzo storico in lingua italiana? Tutto questo è stato Rolling Stones a Lucca: “Grazie per questa notte incredibile”, hanno salutato i miti del rock.
La band tanto amata e attesa ha strabiliato con numeri che erano sembrati impensabili per la città delle Mura. E gli effetti speciali all’ombra dell’antica cinta hanno creato un’atmosfera unica, davvero emozionante.
L’impianto del concerto ha seguito per lunghi tratti la scaletta ormai classica del No Filter tour. Ma ci sono state significative variazioni.
Subito il pathos cattura tutti, quando Mick Jagger ha salutato la città: “Ciao Lucca, ciao Toscana. Questa è la prima volta che suoniamo qui”, ha detto Mick Jagger al pubblico già in delirio”.
Dopo l’apertura, per Lucca affidata al gruppo The Struts, Jagger, Richards, Wood e Watts, hanno aperto il concerto più rock della storia di Lucca dopo un vero e proprio boato della folla con una delle canzoni più conosciute, Sympathy for the devil

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A seguire una scaletta di grandi classici e di pezzi meno conosciuti al grande pubblico ma in perfetto stile Stones. A partire da It’s only rock ‘n roll, per proseguire con Tumbling Dice. Come da attese.
Venti canzoni, secondo scaletta e compreso il doppio bis finale per circa due ore e dieci minuti di spettacolo che resterà negli occhi e negli orecchie dei quasi 60mila spettatori paganti. Fra queste anche quella scelta dai fan su cui Jagger ha anche scherzato: Let’s spend the night togeter. “Scusate, se non è Puccini”, ha scherzato a quel punto Jagger. Subito dopo un altro grande classico, conosciuto ovunque nel mondo Ride ‘em on down. Il colpo di scena è arrivato subito dopo, in un continuo crescendo. Mick Jagger, lasciando tutti a sorpresi, ha cantato in italiano Con le mie lacrime, versione di As tears goes by annunciando a tutti: “Questa sera mi sento romantico”. Brividi a sentire quella voce unica, un mito, intonare un vecchio classico in lingua italiana. E i fan sono andati in visibilio. Una performance incredibile, seguita da due
 ‘assolo’ di Keith Richards, che ha veramente dato il meglio di sé con Happy e Slipping Away. Una interpretazione da maestro A dispetto delle oltre 70 primavere, la band ha fatto ballare la folla, incantata dopo tanta attesa e qualche disagio, soprattutto sugli spalti. Ma ne è valsa la pena. Avere a pochi metri quei mostri sacri della musica e per giunta sotto le Mura è una cartolina che difficilmente potrà ripresentarsi.
L’inizio, esplosivo, del concerto, alle 21,13, con il tris di canzoni invariato rispetto ai precedenti concerti del tour, ma poi è stato un crescendo di sorprese: dopo la versione italiana Con le mie lacrime, e la canzone scelta dal pubblico, un altra pietra miliare della musica degli Stones, con You can’t always get what you want. Climax subito dopo sulle note di Paint it black, seguita da una magistrale interpretazione di Honky Tonk women. A quel punto il palco è stato ‘solo’ di Richards, poi di nuovo avanti con Midnight Rambler e la travolgente Miss you.
Il frontman degli Stones ha anche raccontato i suoi giorni toscani: “Ieri – dice – ho avuto una giornata fantastica a Firenze e ho mangiato un gelato a Ponte Vecchio assieme a Theresa May”, tutto in un buon italiano. Anche Keith Richards ha voluto salutare il pubblico, ma in inglese: “It’s a beautiful town – ha detto ovviamente riferendosi a Lucca – It’s the first time for me here”. Poi ancora la chiosa di Mick: “Siete incredibili, Lucca”.
Finale in crescendo con le immancabili Start me up e Brown Sugar e chiusura con Satisfaction, prima del bis con Gimme Shelter e Jumpin’ Jack Flash e una salva di fuochi di artificio. Applausi ed emozione nel tanto pubblico presente prima del lento esodo e il ritorno a casa con tanta energia. Quella trasmessa dai Rolling Stones.
Un evento unico, si diceva. E se lo saranno evidentemente ridetti anche il patron Mimmo D’Alessandro e il soprintendente Luigi Ficacci che, accompagnato dalla moglie aveva un posto di tutto rispetto nella Sky Box dell’organizzatore, sulla passeggiata delle Mura. Fu proprio il soprintendente a usare il termine di ‘Unic’ nella fase organizzativa dell’evento che stasera è diventato realtà. Alla serata ha partecipato anche il sindaco Alessandro Tambellini, che ha raggiunto la zona degli Skybox insieme alla moglie. Qui si sono visti volti noti della politica e dell’imprenditoria locale. A cominciare dall’ex sindaco Pietro Fazzi, con cui il Summer Festival è iniziato: “Una emozione e una soddisfazione unica per me essere qui”, ha commentato. C’erano anche il presidente della Provincia, Luca Menesini e anche il sottosegretario Domenico Manzione che si è seduto sulle tribune superiori sul baluardo, dove era presente anche il consigliere regionale del Pd, Stefano Baccelli.

FOTO – I Rolling Stones in concerto a Lucca (di Andrea Simi)

Non sono mancati i disagi, con qualcuno che ha tentato di arrampicarsi sopra gli alberi e i bagni chimici per vedere meglio lo spettacolo e chi, come segnalato anche nel pomeriggio da alcuni lettori, ha utilizzato le mura come latrina (Leggi qui).
Tanti anche coloro che non si sono voluti perdere il sound degli Stones, ascoltando le note del concerto da Corso Garibaldi o dalle transenne di delimitazione dell’area concerto. Una vera folla che si aggiunge a quella che è riuscita a trovare, e si è potuta permettere, il biglietto di ingresso.

Roberto Salotti

FOTO – Il concerto nelle immagini scattate dal drone (di Graziano Del Carlo)

Il preconcerto e l’esibizione di The Struts di ANDREA SIMI

La folla fuori dal concerto

Visto (e sentito) da fuori

I fuochi di artificio finali

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