Amii Stewart innamorata di Lucca: qui mi sento a casa foto

Si esibirà domenica (22 ottobre) nell’auditorium di San Francesco dove, oltre a riproporre il suo Lady D, concerto dedicato alla cantante jazz Billie Holiday, si esibirà insieme ad un trio d’eccezione composto da Giovanni Tommaso al contrabbasso, Rita Marcotulli al pianoforte e Alessandro Paternesi alla batteria, con cui interpreterà brani di Gershwin. Stiamo parlando della grande Amii Stewart. Si tratta di un evento unico nel suo genere, ideato appositamente per Lucca Jazz Donna. Nell’attesa di questo evento irripetibile, per cui si prevede il tutto esaurito, la cantante, statunitense di nascita ma italiana d’adozione, si è lasciata andare a qualche confidenza su di lei, sul suo rapporto con il jazz e su quello con l’Italia.

Amii ha innanzitutto parlato del suo rapporto con Lucca: “Sono già stata a Lucca qualche anno fa per un concerto di beneficenza che facemmo al Teatro del Giglio. In quell’occasione, ho anche avuto modo di fare una passeggiata per le vie del centro. Lucca è stupenda, è una bomboniera e poi il vostro olio d’oliva è eccezionale. Sono molto felice di tornarci”.
Passando poi, più nello specifico, all’evento di domenica in cui la sua voce si incontrerà un trio di musicisti di livello internazionale, la Stewart si è detta entusiasta e impaziente di salire sul palco con i suoi “colleghi”: “Non mi sono preparata in maniera particolare rispetto al solito – spiega – perché per me ogni concerto è importante ed una cosa seria. Con Giovanni Tommaso ci conosciamo da tanto tempo e ho sempre desiderato collaborare con lui. Lui è stato in America per tanti anni e, adesso che è tornato, mi ha proposto di collaborare a questo festival dedicato alle donne. Ho accettato molto volentieri. Sono entusiasta di fare questa esperienza”. Sul palco, Amii Stewart rirpoporrà i brani della grande cantante jazz degli anni ’30 Billie Holiday “cercando di riproporre l’atmosfera di quegli anni, avvicinandomi il più possibile al mondo degli anni 30. Vorrei fare un omaggio a lei, che era la cantante preferita di mia madre, senza stravolgerne le canzoni”.
L’artista statunitense si è poi lasciata andare ad una lunga e profonda riflessione su cosa rappresenti per lei la musica ed il jazz: “Il jazz è la mia musica, è la musica degli afro – americani. Questa musica è stata la prima ad abbattere le barriere razziali unendo tutto il mondo. Questo per me è incredibile. Il jazz ha delle radici profondissime e cantare un repertorio di questo genere non è sufficiente per definirsi ‘cantanti jazz’. Quando ho avuto la possibilità di interpretare Billie Holiday ho dovuto studiare per mesi non solo per capirne lo stile ma anche per conoscere la sua storia. Se non studi in questa maniera non potrai mai capire che cos’è veramente il jazz. Questo vale un po’ per tutti i generi: come i rappers di oggi ad esempio. Non basta una giacca e i pantaloni stracciati per fare rap perc alle sue radici c’è una storia di profonda sofferenza e lotta. Io, per questo, non mi ritengo una cantante jazz ma farò del mio meglio. Sono molto felice che mi sia stata data questa opportunità”.
Sul suo rapporto con le colleghe, Amii afferma: “Non mi sento di rimproverare niente a nessuno. La vita di ognuno di noi è diversa e ognuno deve fare delle scelte per mandare avanti la propria vita e la nostra carriera. Quello che ha funzionato per me può non funzionare per altri. Trovo difficilissimo mettermi nelle scarpe di qualcun altro e giudicare. Certo, ci sono artisti che non mi fanno venire la pelle d’oca ma questo non vuol dire che siano meno validi di altri”.
Ma allora cosa ascolta Amii Stewart quando non è impegnata in studio o sul palco? “Tendo ad ascoltare artisti che stanno sulla cresta dell’onda da molto tempo. Adoro Sting, Stivie Wonder, Beyoncè. Ascolto questi artisti di una certa età forse perchè hanno qualcosa da dire…”.
L’artista conclude l’incontro raccontando il suo legame con il “Bel Paese”. Un legame che parte da molto lontano: “La mia passione per l’Italia inizia negli anni ’70 quando venivo qui anche due volte al mese per proporre i miei dischi, per trasmissioni tv o per concerti live. A quel tempo, vivevo a Londra quindi era molto facile per me venire qui. Ero sempre stata convinta che la musica dance, per quanto mi avesse resa famosa, non fosse il genere di musica che volevo cantare per tutta la vita. Quindi ho iniziato a girare tutte le case discografiche alla ricerca di un nuovo contratto. In quegli anni, una cantante nera era automaticamente associata al rhythm & blues. Io però volevo cantare qualcosa di più melodico. L’unico paese dove mi è stato detto ‘puoi cantare quello che vuoi basta che firmi’ è stato l’Italia, perchè questo è un paese dove la melodia è ancora importante. Sono molto felice di questa scelta ed anche se giro molto, l’Italia per me è una seconda patria”.
“Sono sempre stata una grande amante di Taormina – conclude Amii – e per anni, con mio marito, abbiamo cercato di comprare una casa li. Dopo, si è presentata la possibilità di acquistare una casa in Sardegna in un posto meraviglioso e siamo felicissimi di aver fatto questa scelta”.
La serata di domenica (22 ottobre) è organizzata dal Circolo Lucca Jazz grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nell’ambito del festival Lucca Jazz Donna. Prima di esibirsi sul palco, Amii Stewart parlerà un po’ di se e risponderà alle curiosità del pubblico presente in una conversazione con la giornalista Ilaria Lonigro. La serata è dedicata alla Croce verde e sarà ad ingresso libero.
Per informazioni è possibile visitare il sito del festival.

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