Aperto ‘In segreto’, nel cuore di Lucca una installazione d’arte

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Ha aperto ieri (19 ottobre) le sue porte In Segreto: il giardino di un antico convento di clausura, nel centro storico di Lucca, ospita l’iniziativa dell’associazione lucchese Lab – Let architecture be. Let Architecture Be nasce con lo scopo di promuovere il ruolo culturale dell’architettura quale strumento di dialogo tra uomo e spazio, e di contribuire a sviluppare, anche tra i non professionisti, la consapevolezza del significato di architettura come luogo della percezione, dell’azione, delle relazioni, e quindi capace di incidere profondamente sulla qualità della vita.

L’evento In Segreto si inserisce nel percorso di ricerca di Lab, attraverso la mappatura di luoghi della città storica che, per cause diverse, appaiono soggetti a marginalizzazione, sottoutilizzo o utilizzo improprio, perdita di significato.
Anche questa installazione è parte di una serie di esperienze, inclusive e divulgative, che coinvolgono i punti nodali della città, su cui Lab intende intervenire coinvolgendo arti ed artisti diversi che interagendo con i luoghi, la loro morfologia, la loro storia e identità, ne sottolineano il valore e il ruolo nel tessuto urbano e sociale.
Lo spazio che viene coinvolto dal progetto è un giardino privato situato all’interno delle mura urbane di Lucca, un luogo segreto, il giardino di un ex convento di clausura che per l’occasione apre le porte dopo 200 anni a diverse interpretazioni e sguardi inediti sulla sua originalità. I’ingresso alla mostra parte con una scanzione di ritmi di luce, Pistilli, progettati da Emiliana Martinelli, ma il passaggio vero e proprio dal dentro al fuori è lasciato al’opera di Emy Petrini, Passaggi. Da qui un susseguirsi di interventi di artisti lucchesi e di adozione.
Il convento e il giardino al suo interno sono testimoni di una lunga storia.
Le fondamenta risalgono al 1500. L’edificio fuori terra attuale venne edificato e modificato nei secoli successivi. Ospitò i locali della zecca cittadina e a partire dal 1826 divenne convento di clausura dell’ordine delle Benedettine grazie alla Principessa Maria Luisa di Borbone, allora governatrice di Lucca che aiutò le suore a trovare una sede dopo che erano state scacciate da Elisa Baciocchi nel 1811. A partire quindi dall’inizio del 1800 l’immobile è stato la sede del convento di clausura, e da quel momento l’area dove si trova la struttura è diventata una vera e propria oasi all’interno del centro storico della città.
Gli attuali proprietari, Lauro Dini e Isabella Vendramini hanno generosamente accolto la proposta di LAB, aprendo il giardino, ricco di storia e di memorie, alle incursioni di nove interpreti, chiamati a offrire, attraverso la propria personale lettura, un’esperienza percettiva inedita delle componenti del giardino e dello spazio architettonico:
Emiliana Martinelli, architetto, designer, art director e presidente di Martinelli Luce, che presenterà le sue installazioni luminose Gamete e Pistilli.
Emy Petrini, flower designer, con l’opera Passaggi: due pareti in alti rami di salice che invitano a varcare una porta, l’inizio di un viaggio verso un giardino ricco di suggestioni sottili.

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