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Centenario della grande guerra, Lucchesi nel Mondo: “La città ricordi Ungaretti”

Nella ricorrenza centenaria della fine della grande guerra le istituzioni e molte associazioni territoriali stanno ricordando l’evento, che sancisce la chiusura di un percorso di memoria, iniziato nel 2015.
Anche l’associazione Lucchesi nel Mondo in questi anni ha cercato di ricordare questo periodo storico, come sempre ponendo l’attenzione non solo sui fatti salienti che la storia tramanda, ma soprattutto sulle vicende delle persone che l’hanno attraversata.

“All’inizio delle celebrazioni, nel 2015 – dicono dai Lucchesi nel Mondo – l’associazione promosse l’affissione della lapide nel loggiato del Cortile Carrara di Palazzo Ducale, a ricordo di Giuseppe Ungaretti, il poeta soldato, nato da genitori lucchesi ad Alessandria d’Egitto, che si arruolò come volontario dopo aver partecipato alle campagne interventiste. L’affissione della lapide di uno dei figli più illustri nato da lucchesi nel mondo voleva ovviamente porre l’attenzione sull’apporto che gli emigranti italiani dettero alla nazione e alla città, durante quel duro e triste periodo. Voleva però anche porre in evidenza il nome di un lucchese illustre, perché da sempre la città pare smemorata nel ricordo di questi figli illustri, dei quali la lista è assai lunga. L’appello pare però che sia caduto nel vuoto, visto che in questi tre anni l’associazione Lucchesi nel Mondo è stata l’unica, in lucchesia, a ricordare il poeta del quale i componimenti sono stati assurti a livello nazionale ed europeo per rappresentare il dolore e l’atrocità della guerra”.
“L’anno successivo, nel 2016 – prosegue la nota – fu la volta della mostra L’emigrazione e la grande guerra, inaugurata il 3 settembre presso la nostra sede. La mostra vedeva raccolti documenti e immagini che provavano l’apporto tangibile che gli emigranti dettero in quel frangente. Il ritorno dall’estero, spesso volontario ma a volte forzato, per arruolarsi nelle fila dell’esercito, le rimesse in denaro per sostenere in qualsiasi modo la causa e la patria. Infine la memoria, perpetrata attraverso l’erezione dei monumenti in ricordo dei caduti, altari civili costruiti per l’elaborazione del lutto nazionale. Proprio l’erezione dei monumenti, dovuta in gran parte alle somme raccolte dalle comunità dei lucchesi all’estero che, senza troppi scrupoli, inviarono in patria somme di denaro affinché i morti caduti in battaglia fossero ricordati dalle generazioni future. Ci auguriamo che, oggi come allora, i lucchesi, nel mondo e di Lucca, abbiano a cuore la perpetrazione della memoria di questi conterranei, a partire dal più illustre suo figlio di quei giorni: Giuseppe Ungaretti”.

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